Ettore Modigliani: Brera e le “memorie” di un rifondatore

Ettore Modigliani: Brera e le “memorie” di un rifondatore

Arte

Fabio Francione

Con la pubblicazione delle “Memorie” di Ettore Modigliani, la Skira sotto l’impulso del direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne chiude la ricognizione sui tre personaggi che fecero grande nel ‘900 la Galleria museale milanese, una delle più importanti del mondo. Curiosamente questo percorso è stato intrapreso a ritroso partendo dalla vicenda di Franco Russoli, che fu direttore di Brera dal 1957, quando successe a Fernanda Wittgens, al 1977, quando morì alla vigilia dell’irrealizzato progetto della Grande Brera. Dunque venne la Wittgens, prima donna a vincere un concorso per la direzione di un museo, che ne tenne le redini dall’entrata in guerra alla morte (e furono diciassette anni di sofferenze e ricostruzioni).

E proseguendo indietro nel tempo s’arriva al suo mentore, Ettore Modigliani, di cui la Wittgens fu stretta collaboratrice dal 1928, e a cui si deve la rifondazione del Museo in anni anche questi non facili, segnati dalla Grande Guerra e dall’avvento del Fascismo, che lo estromise nel 1935 dalla carica in seguito a polemiche ferocissime con uno dei gerarchi fascisti della prima ora, Cesare De Vecchi. Soltanto tre anni dopo, in quanto ebreo, gli toccò l’onta di essere allontanato per le leggi razziali anche dall’Aquila dove era stato spedito. Sopravvissuto in clandestinità alla guerra e alle deportazioni, tornò alla sua Brera nel 1945. L’anno dopo scrisse queste “Memorie” che precedettero la morte avvenuta nel ’47.

Vi è da aggiungere che i tre libri sono un campione delle scritture novecentesche. Se Russoli privilegia quella breve del saggio, dell’intervento, della dispensa, la Wittgens affida la sua vita ai biografi. Mentre la scrittura di Modigliani è confidenziale e passionale: il privato diventa pubblico e viceversa. In modi diversi tutti i tre cercano di iscrivere la loro quotidianità con le vicende del museo. Non si può dire che loro fossero Brera, ma che Brera li avesse completamente assorbiti, questo sì. Ed è questa la chiave avventurosa per affrontare una volta letti i “ricordi” di Modigliani di nuovo la biografia della Wittgens e gli scritti di Russoli e completare cronologicamente avvertiti la storia confidenziale di uno dei più bei musei del mondo.

Ettore Modigliani (a cura di Marco Carminati)
Memorie
Skira, Milano 2019, pp. 303, € 25

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