Il Comune ha chiuso la moschea: «È pericolosa, va messa a norma»
Un momento di preghiera islamica all’interno della struttura contestata

Il Comune chiude la moschea di San Giuliano: «Immobile commerciale»

Oltre alla destinazione d’uso si aggiungono una serie di prescrizioni di sicurezza

Dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco il Comune di San Giuliano ha chiuso la moschea. Ieri è stata emessa una sentenza in base alla quale l’associazione islamica Sabil deve immediatamente sospendere l’utilizzo del proprio spazio di preghiera collocato in via Marzabotto.Nell’ordinanza viene messo in risalto che quello utilizzato dal sodalizio islamico è un immobile a destinazione d’uso commerciale e che non è quindi idoneo a ospitare un luogo di culto.

Commenta il sindaco Segala: «La stessa associazione Sabil ha sempre dichiarato con trasparenza che all’interno della propria sede si tengono delle funzioni religiose, ma si tratta di un immobile a uso commerciale, pertanto per svolgere il ruolo che riveste lo stabile deve essere adeguato ai criteri per le attrezzature religiose previsti dalla legge regionale, con un cambio di destinazione che richiede un’apposita procedura».

Oltre alla destinazione d’uso dell’immobile si aggiungono una serie di prescrizioni riguardanti irregolarità riscontrate dai vigili del fuoco nel corso di un sopralluogo condotto nei locali, rispetto alle quali viene chiesto di provvedere all’adeguamento normativo.

Nel frattempo al proprietario dell’immobile Moktar Shahat è stato vietato «l’utilizzo a qualsiasi titolo dei locali sino alla definizione delle normali condizioni di sicurezza». Per il momento dunque, stando a quanto prevede l’ordinanza, Sabil deve chiudere la propria sede.

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