Siamo con Nicola Molteni, sottosegretario agli interni, a Sant'Angelo Ludigiano per la festa di
San Sebastiano. Sottosegretario, partiamo dal tema più caldo di questi giorni. Il governo si
appresta a emanare un nuovo decreto di sicurezza per cercare di mettere un'argine soprattutto
al tema che sembra essere più preoccupante, quello degli episodi di violenza giovanile.
Qualche giorno dovrebbe essere pronto. Sì, esattamente così. È un pacchetto sicurezza, un
disegno di legge, un decreto, oltre 60 norme, per affrontare il tema, come hai detto
giustamente te, della violenza giovanile, della criminalità giovanile, della criminalità minorile,
tradotto baby gang e maranza, per dare una risposta sia da un punto di vista sanzionatore e
punitivo, ma anche da un punto di vista educativo.
Fenomeni come questi vanno affrontati dal lato delle norme, abbiamo individuato soprattutto
degli strumenti di sanzioni amministrative e sanzioni accessorie, ma anche attraverso lo
strumento della prevenzione e quindi attraverso il rafforzamento, diciamo così, dello strumento
educativo e formativo di ascolto dei nostri giovani, quindi il doppio binario. Preoccupa un
fenomeno che è quello dell'utilizzo delle armi bianche, dei coltelli, che è un fenomeno che
conoscevamo in altri paesi, penso all'Inghilterra e che anche nel nostro territorio, in Italia, sta
prendendo piedi. Allora qui cosa si può fare? C'è chi si è spinto a proporre i metal detector
all'ingresso delle scuole, probabilmente è una soluzione un po' drastica, però evidentemente il
problema è reale.
Serve tutto per affrontare, per garantire sicurezza ai territori, alle comunità, ai cittadini, bisogna
mettere in campo tutti gli strumenti possibili. Vuol dire lo strumento della prevenzione, di
polizia sociale, lo strumento del controllo del territorio, lo strumento del contrasto alle forme di
criminalità, lo strumento normativo, il tema del porto d'armi e il tema della vendita, soprattutto
ai minori dei coltelli, è un tema importante che vogliamo affrontare attraverso questo decreto,
quindi il governo mette in campo tutti gli strumenti possibili. Servono anche l'utilizzo, come
abbiamo già sperimentato in alcune scuole, dei metal detector.
Io credo che questo sia un ulteriore strumento che vada esattamente nella direzione di, da un
lato tutelare i giovani, dal lato proteggere le comunità, garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
Ecco, c'è il tema invece dei furti nelle abitazioni che è evidentemente un tema che crea grosso
allarme sociale, soprattutto nei nostri territori, e qui c'è il tema anche della legittima difesa, su
quale voi pensate di intervenire nuovamente. Ma noi siamo già intervenuti sulla legittima
difesa, tra l'altro legge a cui io ho contribuito nel 2019, una legge che funziona, funziona in
maniera importante.
Nel decreto sicurezza, in questo pacchetto sicurezza, affrontiamo sia il tema dei furti,
aumentando le pene, ma soprattutto prevedendo l'arresto in flagranza di ferita, cioè entro nelle
48 ore guardando le immagini. E questo diventa uno strumento fondamentale per abbattere il
tema dei furti, soprattutto i furti nelle abitazioni, che è uno dei temi di maggiore allarme
sociale. C'è una norma anche sulla legittima difesa.
Introduciamo uno scudo penale per le forze di polizia, per superare il lato dovuto, e poi
rafforziamo la legittima difesa attraverso la presenza di una causa di giustificazione, non ci sarà
più l'automatica iscrizione nel registro degli indagati. Chi si difende all'interno della propria
abitazione difende se stesso, ma soprattutto difende il bene primario, che è il bene della vita
propria e dei propri familiari. Signor Presidente, negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerose
manifestazioni di piazza, molte pacifiche, molte no, con centinaia di agenti di polizia di Stato e
carabinieri e guardie di finanza che sono finiti in ospedale, in punto soccorso, pochi arresti va
detto, nell'ambito di queste manifestazioni.
Forse qualcosa bisogna rivedere. Abbiamo detto prima, è stato detto durante la presentazione
di oggi, il tema del rispetto di chi indossa una divisa. Dietro all'uomo in divisa c'è un padre di
famiglia, c'è una madre, c'è un genitore, quindi serve il rispetto.
Nel 2025 c'è oltre 10.000 manifestazioni in Italia, qui il diritto a manifestare c'è, difendo il diritto
a manifestare, difendo il diritto a dissentire, difendo il diritto a protestare, ma si manifesta nel
rispetto delle regole. Troppi poliziotti feriti, troppe aggressioni e anche nel pacchetto sicurezza,
sostituiamo la sanzione penale a quella pecuniaria, nel momento in cui non c'è il rispetto delle
regole, delle prescrizioni, quindi manifestare sì, ma il diritto a manifestare non può diventare il
diritto a mettere a ferro e fuoco le città, no alla guerriglia urbana, soprattutto a scapito degli
operatori delle forze di polizia.
20 gennaio 2026