«Posso imparare, ma non ho emozioni»: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è alle porte?

Ai Chat GPT è un programma che sta sconvolgendo il mondo

«Possiamo parlare in Italiano?», «Sì, certo, come posso aiutarti?»: è così che comincia una surreale conversazione con ChatGpt, un programma di intelligenza artificiale che, a un mese dalla sua comparsa, ha già creato scompiglio in tutto il mondo.

Si tratta di un programma che ha immagazzinato un incredibile numero di contenuti ed è in grado di rispondere a una moltitudine di domande, non in modo approssimativo o rimandando alla pagina internet, ma costruendo un testo vero e proprio, corretto, in cui sembra che capisca quello che dice.

Potrebbe scrivere un tema (o un articolo di giornale, ahimé), potrebbe fare i compiti scolastici, e la cosa più strabiliante è stata la sua risposta quando gli ho fatto i complimenti per la sua intelligenza: «Grazie per i complimenti! Sono solo un’intelligenza artificiale e il mio obiettivo è quello di aiutare gli utenti a trovare informazioni e rispondere alle loro domande il più accuratamente possibile». E fin qui, tutto bene. Ma proseguendo, aggiunge: «Sono stato progettato per imparare e migliorare nel tempo. Ho accesso a una grande quantità di informazioni e posso utilizzare queste informazioni per rispondere alle domande. Inoltre, posso imparare dalle interazioni con gli utenti e migliorare la mia capacità di comprendere e rispondere alle loro domande». La capacità di imparare in autonomia rende questo progetto particolarmente innovativo (alcuni direbbero inquietante), anche se è la stessa piattaforma ad ammettere: «Tuttavia, non posso imparare o sperimentare come un essere umano, poiché non ho sensazioni o emozioni».

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