Intelligenza artificiale, aiutami tu!

Inganni e opportunità dei programmi del futuro (mica tanto futuro)

Vi ricordate l’ultimo numero di Tarantasio? C’era un sondaggio in cui si scopriva che supereroe inventato ci assomiglia di più. Beh, i disegni dei supereroi erano fatti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Sapete meglio di noi cos’è e come funziona: è un sistema informatico sempre più sviluppato che permette di compiere delle operazioni davvero incredibili, tanto da simulare addirittura la creatività umana.

In realtà, ci sono ancora molti passi in avanti da fare per arrivare a costruire qualcosa che sia anche lontanamente simile alla nostra fantasia, però questi strumenti tecnologici stanno prendendo piede da circa un anno, hanno avuto uno sviluppo incredibile, e ormai sono entrati nell’uso comune di milioni di persone in tutto il mondo.

La usano programmatori quando creano una nuova app, pubblicitari quando trovano lo slogan per la nuova campagna di pubblicità di una macchina, agenti immobiliari per descrivere al meglio una casa, o persino scrittori o cuochi in cerca di nuove idee.

Vi ricordate, all’inizio del 2023, ne avevamo parlato su Tarantasio dicendo: sarà la parola chiave dell’anno, e difatti è diventata realtà. E pensate che sviluppo può ancora avere questo settore nei prossimi anni!

Vi fa paura o vi incuriosisce? Tante volte, la paura delle cose nuove dipende soltanto dall’età: i meno giovani sono più fifoni, temono di non stare al passo con i tempi. Infatti, già oggi nel mondo del lavoro iniziano ad esserci delle differenze tra chi sa usare questo strumento e chi non è aggiornato, e di conseguenza perde molto più tempo a fare dei compiti che potrebbe fare il computer da solo.

Non mancano gli inconvenienti, tuttavia: ci sono studi che testimoniano come l’IA spesso faccia degli erroracci da matita blu (lo spiega questo articolo, anche se è in inglese ed è molto scientifico, non facile da leggere: https://arxiv.org/pdf/2307.09009.pdf). Alcune volte, invece, senza rendercene conto in realtà spendiamo molto più tempo a spiegare al programma di intelligenza artificiale quello che dovrebbe fare, a metterla sulla strada giusta: ci sentiamo furbi, ma in realtà impiegheremmo meno tempo a metterci a fare le cose per conto nostro. Così come è successo, del resto, anche la settimana scorsa, quando abbiamo disegnato i supereroi con l’IA e, con la matita, ci avremmo impiegato meno.

Voi cosa ne pensate?

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