Sudmilano - I parroci sull’emergenza droga: «Si intreccia con la povertà»
Voci del territorio Don Chino Pezzoli: «Siamo presenti nel boschetto»
San Donato Milanese
«Guardandone gli occhi spenti, capiamo il buio delle loro anime. Dobbiamo riscoprire l’amicizia sociale e la luce del Vangelo. Solo così potremo salvare le vittime della droga». I parroci del Sudmilano intervengono così sull’emergenza legata alla droga, che interessa da vicino le aree attorno alle stazioni ferroviarie. Partendo dal famigerato boschetto di Rogoredo, il fenomeno si sta diffondendo nei centri del territorio. «Nella nostra zona si intrecciano le povertà personali e il business della droga - afferma il prevosto di San Giuliano don Luca Violoni -. A cominciare dalle lotte tra bande per spartirsi le piazze dello spaccio. Si spiega così la violenza strisciante che esplode in vari modi. Dai tombini utilizzati per spaccare le vetrine e portarsi via pochi spiccioli». Non bastano neppure per acquistare la dosa quotidiana. «Ai pusher che si accoltellano tra loro - continua don Violoni -. Anche nelle nostre città capita di vedere le vittime della droga. Guardandone gli occhi spenti, capiamo il buio delle loro anime». Tutto questo influisce giocoforza sul tessuto sociale delle famiglie, che si rivolgono anche alle Caritas delle realtà locali.
«Sul territorio sono attive diverse “sentinelle” - ribadisce il prevosto di San Giuliano -. Cercano di combattere il dramma della droga. Penso alla comunità di don Chino Pezzoli, ma anche ad altre realtà presenti nel Sudmilano. Certo, è enorme la quantità di droga che gira. Tutto questo perché evidentemente è alta la domanda. Siamo di fronte ad una lotta impari. È come vedere Davide che fronteggia Golia». Secondo don Luca, «nasce da qui la necessità di ritrovare l’amicizia sociale nelle comunità. Dobbiamo riscoprire la luce, la felicità e la speranza del Vangelo, che sole possono sconfiggere la solitudine della droga». A parere del prevosto di Melegnano don Mauro Colombo, «la mera repressione non basta. Diventa basilare lavorare sull’aspetto educativo. Il riferimento è soprattutto alle giovani generazioni, le vere vittime delle droghe». Il prevosto sottolinea «il ruolo di primo piano giocato sul territorio dalla comunità di don Chino Pezzoli. Nella nostra città è presente don Massimo Bellotti, che svolge un meritorio servizio da questo punto di vista».
Proprio la comunità di don Chino conferma «la gravità del fenomeno. Siamo regolarmente presenti nel boschetto di Rogoredo. Nelle nostre comunità assistiamo 400 persone. Quasi 150 nelle sedi di San Donato, San Giuliano, Peschiera e Sant’Angelo». Secondo il parroco di San Zenone e Sordio don Alessandro Noviello, «è un’emergenza di grande rilevanza. Deve essere giocoforza affrontata dalle organizzazioni competenti in materia».
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