Stadio del Milan a San Donato, i sindaci del Sudmilano vanno in pressing

Gli amministratori pronti a chiedere garanzie su infrastrutture, trasporti e sul potenziamento della sicurezza

Infrastrutture, soluzioni per il traffico e rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine impegnate nel Sudmilano: sono le richieste che i sindaci dei principali Comuni di questa parte di hinterland si mostrano pronti a portare sui banchi del confronto nel caso in cui il Milan confermasse in modo ufficiale alla giunta sandonatese di Francesco Squeri l’intenzione di costruire il proprio stadio da 70mila posti nell’area San Francesco di San Donato. I primi cittadini di San Giuliano, Peschiera e Melegnano si dicono infatti convinti che la realizzazione dell’impianto da 700 milioni di euro “rappresenti una grande opportunità di rilancio per il Sudmilano” e al tempo stesso si dicono determinati a svolgere un ruolo da protagonisti nelle sedi ufficiali affinché l’investimento dei rossoneri possa essere l’occasione per risolvere alcuni annosi problemi aperti.

Il sindaco di San Giuliano Marco Segala - che ha già annunciato l’intenzione di tenere alta la richiesta riguardante l’eliminazione del casellino di Melegnano per sgravare la via Emilia di traffico -, commenta: «Partendo dal presupposto che sono favorevole allo stadio, sicuramente questo è un tema che richiede il coinvolgimento di noi sindaci del Sudmilano. Ad esempio, per quanto riguarda la sicurezza, penso che un’area così vasta richiederebbe l’insediamento di un commissariato della polizia di Stato: noi come Comune saremmo disposti a puntare sulla riqualificazione di un immobile in disuso per ospitare un progetto del genere che andrebbe a beneficio di un incremento del controllo del territorio in quanto i carabinieri sono già impegnati nell’attività ordinaria. Inoltre - conclude -, chiederei una fascia verde da San Zenone fino all’area San Francesco di San Donato quale intervento di mitigazione ambientale». Passando a Peschiera, il vice sindaco che svolge il ruolo di primo cittadino, Stefania Accosa, osserva: «Io non sono assolutamente contraria allo stadio che vedo come un’importante occasione per il Sudmilano, ma occorre fare in modo di mitigare i disagi che un progetto di questo rilievo potrebbe comportare per i comuni del circondario. A partire dal traffico, con soluzioni per i veicoli che provengono dall’area Paullese, strada quest’ultima che risente già di un forte carico di veicoli, per la quale noi chiediamo da tempo la desemaforizzazione. Inoltre sarebbe necessario un rafforzamento delle forze dell’ordine in termini di implemento dei carabinieri e della polizia locale. Si aggiungono una serie di altri importanti aspetti che dovranno essere valutati con massima attenzione». E il sindaco di Melegnano Vito Bellomo dichiara risoluto: «Io sono a favore dello stadio, ma servono assolutamente delle infrastrutture in quanto la Binasca sopporta un traffico inaudito e il raccordo di Melegnano è ormai al collasso. Pertanto è fondamentale che la S12 diventi una metropolitana di superficie da Piacenza a Milano e che venga realizzata la Tangenziale Ovest Esterna (Toem) che colleghi l’A1 all’A7. Infine, nell’ambito di un potenziamento delle forze dell’ordine che dovrebbe essere previsto nel caso venisse realizzato lo stadio, Melegnano necessiterebbe di un comando della polizia stradale».

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