Squalificato fino al 15 febbraio per il calcio all’avversario durante Real Melegnano-Qmc: «Resta impunito però l’insulto razzista»

La protesta dell’Atletico dopo il provvedimento del giudice sportivo nei confronti del giocatore Malek Suleiman

Squalificato fino al 15 febbraio per il calcio all’avversario durante Real Melegnano-Qmc: «Resta impunito però l’insulto razzista»
A sinistra Malek Suleiman che ha denunciato gli insulti razzisti

Squalificato fino al 15 febbraio 2023 il calciatore dell’Atletico Qmc Malek Suleiman. Il giocatore era stato espulso durante la partita del 27 ottobre giocata, a Cervignano, nell’ambito dei campionati regionali di prima categoria contro il Real Melegnano. Suleiman è stato punito dal giudice sportivo per un calcio all’orecchio dell’avversario. A raccontare e denunciare l’episodio era stato lo stesso Suleiman, il quale scusandosi per la reazione aveva spiegato che quest’ultima era stata la conseguenza di ripetuti insulti di stampo razzista (“Negro di m...” e “Mangiabanane”) pronunciati contro di lui dall’avversario. Insulti che però non sono finiti nel referto dell’arbitro. Per questo motivo il giudice non ha potuto prendere provvedimenti nei confronti del giocatore del Real. La partita era un recupero di quella sospesa il 22 settembre per la rissa in campo.

«La reazione di Malek è stata sbagliata e lui lo sa - commenta il dirigente dell’Atletico Qmc Simone Santus -,ma ci sono rimasto male. Io e il capitano abbiamo sentito le frasi che sono state pronunciate dal calciatore del Real Melegnano contro Malek e l’avevamo segnalato all’arbitro. Ci è stato detto di non lamentarci e di continuare a giocare. Con il senno di poi avremmo dovuto uscire. Era attesa la squalifica di Malek, ma mi fa male che mentre il suo calcio, giustamente, sia stato punito, non lo è stato l’insulto razzista nei suoi confronti».

Nel provvedimento del giudice si dice che Suleiman “a gioco fermo, spingeva con forza un avversario facendolo cadere a terra e lo colpiva con tre violenti calci tra la testa e l’orecchio, provocandogli una lacerazione con fuoriuscita di sangue”. «Non è vero che l’ha spinto e l’ha preso a calci ripetutamente - commenta Santus -. Adesso come società valuteremo cosa fare. Malek mi ha scritto che vuole smettere di giocare. Io gli ho detto che il razzismo non si combatte andandosene. Valuteremo quale sia la cosa migliore da fare. Non mi aspettavo un provvedimento diverso nei suoi confronti e lui sa di aver sbagliato, ma mi infastidisce che gli insulti siano rimasti impuniti».

Il giudice, inoltre, ha dato una multa di 500 euro a ciascuna delle due squadre per i tafferugli e ha espulso il calciatore del Real Melegnano Giulio Greco perché dalla panchina era sceso in campo a protestare. «La squalifica per Suleiman, in realtà è a tempo non a giornate - riflette Santus -, quindi bisogna vedere a cosa corrisponde in termine di partite considerati i possibili rinvii per maltempo. Ho visto che il giudice ha squalificato per 12 gare effettive, invece, un giocatore del Rogoredo, perché in seguito alla notifica del provvedimento di espulsione per fallo, ha offeso con frase discriminatoria un calciatore avversario. Mi piacerebbe sapere qual è la frase in questione».

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