Sono state le confidenze di un amico a far partire le indagini sul giovane suprematista di San Giuliano
TERRORISMO Dall’analisi del telefono il Ros ha ricostruito i presunti preparativi e individuato gli obiettivi: la sinagoga di via Guastalla a Milano e la Fondazione Giovani per il Bene, luogo di preghiera islamico a San Donato
Lettura meno di un minuto.San Giuliano - È stato un amico a far partire l’indagine sul ventiduenne arrestato per addestramento terroristico. Il 25 agosto si è presentato ai carabinieri nel Lodigiano: undici giorni prima, a casa del giovane, aveva visto armi senza tappo rosso e simboli nazisti. Soprattutto, aveva ascoltato il progetto di un attentato contro una sinagoga e una moschea e letto sul cellulare uno scritto che lo rivendicava. Il giorno dopo è scattata la perquisizione: sequestrati armi giocattolo e da softair, munizioni a salve, due taser e un iPhone. Dall’analisi del telefono il Ros ha ricostruito i presunti preparativi e individuato gli obiettivi: la sinagoga di via Guastalla a Milano e la Fondazione Giovani per il Bene, luogo di preghiera islamico a San Donato.
Nei file, secondo l’accusa, istruzioni per esplosivi e modifiche alle armi, testi di Breivik e Tarrant e un «Testamento» di dodici pagine. Il gip ha disposto il carcere, eseguito il 29 ottobre. Gli investigatori verificano anche i contatti con persone alle quali il giovane avrebbe inviato propaganda e manuali: l’ipotesi di un progetto solitario non chiude gli accertamenti sulla sua rete.
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