San Zenone: 12 anni di carcere e poi l’espulsione per la violenza in stazione

IL VERDETTO L’imputato, originario dell’Africa, ha anche dato un risarcimento alla vittima 18enne

Stupro nel parcheggio della stazione di San Zenone: il Gup di Lodi Alice Tettamanti ha condannato a 12 anni di reclusione il 26enne originario del Mali, padre di famiglia, individuato dai carabinieri di San Donato Milanese e dal pm Martina Parisi come responsabile di violenza sessuale e lesioni ai danni di una ragazza di 18 anni che l’anno scorso, nella tarda serata di sabato 30 agosto stava raggiungendo i binari per salire sul treno che l’avrebbe riportata a casa a Milano. Aveva passato la giornata a San Zenone da parenti e si era incamminata da sola a piedi verso la stazione. L’imputato, che nei mesi precedenti era stato denunciato dalla moglie per maltrattamenti e si era allontanato perciò dalla propria abitazione, sarebbe spuntato dalla vegetazione facendosi luce con il telefonino e dopo aver tramortito l’adolescente con un pugno l’avrebbe trascinata dietro una siepe e sottoposta a pesanti abusi. Era stata poi la stessa vittima a chiedere aiuto al “112”. L’uomo, un uomo robusto identificato con certezza attraverso il Dna, era ospite da alcune settimane di una struttura di accoglienza in zona, da cui era subito arrivata la piena collaborazione agli investigatori, e ha chiesto scusa, versando anche alla 18enne un risarcimento commisurato alla propria condizione di richiedente asilo in attesa di un lavoro stabile. Il 26enne è tuttora detenuto e ha scelto il rito abbreviato, presentandosi personalmente alle udienze. Il pm aveva chiesto 11 anni di reclusione. Il giudice ha anche disposto l’espulsione dello straniero a pena espiata.

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