San Giuliano: papà antidroga scopre chi dà il “fumo” a suo figlio minorenne
LA RETE Il piccolo spaccio si alimenta anche con giovani tossicomani che vendono dosi per avere l’hascish gratis
Lettura meno di un minuto.Non sono soltanto clienti. Alcuni minorenni sarebbero diventati parte della rete dello spaccio per procurarsi la droga da fumare. È l’allarme lanciato dal padre di un ragazzo di 17 anni che da più di un mese sta cercando di allontanare il figlio dalle frequentazioni legate alla droga e ha scelto di raccontare quanto ha visto tra San Donato e San Giuliano. Il meccanismo, secondo il suo racconto, è diverso da quello dello spaccio tradizionale. I ragazzi più grandi non si mostrerebbero direttamente ai coetanei: affiderebbero la consegna a giovani di 15, 16 e 17 anni, spesso studenti, figli di famiglie straniere, che la porterebbero agli amici della stessa età. La parte più difficile da interrompere, racconta il padre, sarebbe il “debito”. «Chi non ha soldi per comprare la droga può riceverne comunque una quantità e poi sentirsi chiedere in cambio piccoli servizi - dice il papà -: consegne, commissioni, la ricerca di altri ragazzi da coinvolgere». Così il consumatore diventa anche una pedina della rete. «Ci sono ragazzi che spacciano solo per fumare», racconta, riferendo di avere incontrato un giovane poco più che ventenne che gli avrebbe descritto questo sistema. Il figlio sarebbe finito dentro questo meccanismo. Da quando ha cominciato a seguirlo, il padre ha raccolto informazioni, parlato con le forze dell’ordine e frequentato le zone dove sospetta avvengano gli scambi.
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