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SICUREZZA SUL LAVORO E SULLE STRADE Interrogazione dell’on. Valentina Barzotti (5 Stelle)
Il Movimento 5 Stelle porta in Parlamento, con un’interrogazione presentata dalla deputata Valentina Barzotti, il caso dei fattorini del magazzino Gls di Sesto Ulteriano, a San Giuliano Milanese. L’atto richiama quanto denunciato in merito al licenziamento di circa quindici corrieri e alla sospensione di altri lavoratori, formalmente accusati di “aver rallentato le consegne”, e chiede al ministero del Lavoro di accertare la legittimità dei provvedimenti adottati e di intervenire in modo strutturale nel settore della logistica per contrastare l’uso distorto degli appalti, il dumping contrattuale e ogni forma di repressione sindacale, garantendo il pieno rispetto dei diritti, della sicurezza e della dignità del lavoro.
Valentina Barzotti (Deputata M5s): «In merito alla risposta fornita dal ministero del Lavoro, non possiamo ritenerci soddisfatti. Ancora una volta, il Governo si limita a una presa d’atto formale della situazione, senza indicare misure concrete e immediate per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti. Restano infatti senza risposta i punti fondamentali da noi sollevati: la revoca delle sospensioni, la reintegra dei lavoratori licenziati e il pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Siamo di fronte all’ennesimo episodio che evidenzia una preoccupante tendenza alla precarizzazione e alla mercificazione del lavoro, a fronte della quale le istituzioni dovrebbero intervenire con fermezza e tempestività. Ribadiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori in presidio e chiediamo al Ministero di attivarsi con urgenza, affinché vengano ripristinate condizioni di legalità, sicurezza e dignità nei luoghi di lavoro. Continueremo a monitorare la vicenda e a utilizzare tutti gli strumenti parlamentari a nostra disposizione per ottenere risposte adeguate e risultati concreti».
Sul caso è intervenuto anche Nicola Di Marco (Capogruppo M5s Lombardia: «Siamo costretti a intervenire sugli effetti dell’ennesima crisi industriale in Lombardia, con particolare riferimento a un’area, quella del Sudmilano, diventata col tempo sempre più la Cenerentola dell’intera regione. Un territorio sacrificato al cemento e destinato a diventare preda di data center. Il risultato è che le imprese scappano e i lavoratori restano senza impiego. In questo caso con l’aggravante è la disputa fra azienda e parti sociali. La prima motiva i quindici licenziamenti con un rallentamento delle consegne, i secondi denunciano l’utilizzo dei licenziamenti e delle sospensioni al fine di aumentare i carichi di lavoro e comprimere ancora di più diritti e tutele in un settore, quello della logistica, già segnato da sfruttamento e precarietà. In un momento in cui, con cadenza settimanale, siamo costretti a leggere di lavoratori sfruttati ai limiti della schiavitù anche qui in Lombardia, ritengo necessario che anche Regione faccia la propria parte al fine di vederci chiaro in merito all’accaduto» conclude Di Marco
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