San Donato, le “barricate” degli ambientalisti contro lo stadio del Milan

I rossoneri secondo indiscrezioni preferirebbero il Sudmilano rispetto a Sesto San Giovanni ma tanti residenti temono smog, traffico e cemento

Un’opera che «da sola annullerebbe tre anni di sforzi e sacrifici compiuti per ridurre le emissioni di CO2» e un intervento «del quale davvero non abbiamo bisogno». È una presa di posizione netta, «frutto non di mere preferenze personali ma di studi, analisi e riscontri», quella che emerge dall’incontro pubblico tenutosi nella serata di martedì in sala consiliare, a San Donato, dove GreenSando e Wwf hanno chiamato a raccolta esperti, attivisti e cittadini per interrogarsi sull’opportunità, o meno, di realizzare il nuovo impianto sportivo sognato dal Milan sull’area San Francesco di San Donato. Gli ultimi “rumors”, rilanciati da una storica testata sportiva, sembrano infatti indicare San Donato come scelta probabile per la realizzazione del nuovo impianto sportivo di proprietà, scelta che secondo le voci raccolte troverebbe spiegazioni nella localizzazione stessa dell’area interessata, a ridosso della rete autostradale e biglietto da visita per la città del calcio. Una scelta, quindi, che sarebbe dettata da visibilità e accessibilità, ma della quale, al momento, l’amministrazione comunale di San Donato non sarebbe al corrente, visto che rimarrebbe valida anche l’alternativa di Sesto San Giovanni.

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