Portoghesi, botte e anche un “dirottamento”: l’inferno dei bus

Ci sono autisti che sono stati presi a pugni, “colpevoli” di aver chiesto ad un passeggero di mostrare il biglietto, altri minacciati o insultati per molto meno. E più ci si sposta dal Lodigiano verso il Sudmilano, più la spirale della violenza cresce. Diventa quotidiana, a volte anche cruenta. È il quadro illustrato da Pierangelo Grisoli, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Faisa Cisal, impiegato alla Line.

«Se devo essere sincero – commenta con un pizzico di amarezza Grisoli – potrei dire che il problema della sicurezza è generale, colpisce tutte le linee. I pericoli sono davvero all’ordine del giorno: nell’ultimo periodo abbiamo conducenti che sono stati aggrediti a pugni, che si sono dovuti difendere con spray al peperoncino. E di sera, verso il Milanese, le condizioni di rischio aumentano».

Gli autisti a volte devono far finta di niente. Abbassare la testa e non reagire. Perché il più delle volte i diverbi nascono con passeggeri sprovvisti del titolo di viaggio. «Alla domanda sulla percentuale di evasione – spiega Grisoli – la nostra società ci ha risposto che non è a livelli preoccupanti. Ma secondo noi invece il numero è elevato: questo fenomeno noi lo leghiamo alla problematica della sicurezza. Sappiamo che il numero di stranieri non muniti del tagliando di viaggio è significativo, ma anche gli studenti fanno la loro parte. Proprio questa settimana, un conducente ha avuto una discussione con due ragazzi delle scuole superiori, che lo hanno insultato pesantemente, dopo che lui li ha invitati a scendere perché sprovvisti del biglietto. Sono dovuti intervenire i carabinieri, che li hanno identificati, obbligandoli a continuare a piedi il loro viaggio». Insomma, molto spesso non si sale sui pullman serenamente. «Veniamo derisi, insultati, nei casi peggiori aggrediti – protesta Grisoli -. Ci sono state situazioni di emergenza forte: in un caso è stato addirittura, sotto minaccia, dirottato un pullman. Abbiamo il caso di mesi fa di persone che sdraiavano in mezzo alla strada per non far passare il bus. Ci sono stati vari episodi: il un ausiliario del traffico a casa con due mesi di infortunio, un conducente con il setto nasale rotto e così via. Se non stiamo attenti, perché nessuno mai vorrebbe che capitasse la tragedia. Noi, per la verità non conosciamo tutti i casi (ci vengono fornite a discrezione del lavoratore), non abbiamo le statistiche».

I responsabili della sicurezza dei lavoratori hanno fatto delle proposte per scongiurare questi episodi. In primis, potenziando il sistema di verifiche a bordo, con personale addetto ed, eventualmente la collaborazione delle forze dell’ordine. Poi, dotando i pullman di presidi specifici: possono essere le telecamere e ancor meglio dei divisori con oblò antisfondamento che impediscono ogni contatto fisico tra conducente e passeggeri. «Ogni soluzione di questo genere ha un costo, ce ne rendiamo conto, ma comunque nessuno dei nuovi pullman consegnati è dotato di tali accorgimenti tecnici – conclude Grisoli -. Formiamo i dipendenti per non lasciarli in balìa di tali situazioni e rinunciamo alla possibilità di far fare il biglietto a bordo».

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