Paullo: tagliati e rubati nella notte i cavi delle colonnine per ricaricare le auto elettriche
INGENTI DANNI La banda del rame continua a colpire indisturbata e non si accontenta più di cimiteri, grondaie e fabbriche abbandonate
Lettura meno di un minuto.Non si fermano più ai cantieri, ai magazzini o agli impianti industriali. Adesso i ladri di rame prendono di mira anche le colonnine per la ricarica delle auto elettriche. È successo a Paullo, dove nei giorni scorsi alcuni punti di ricarica sono stati danneggiati per asportare i cavi contenenti il metallo “prezioso”, sempre più ricercato sul mercato illegale. Il risultato è un danno che va ben oltre il valore del materiale rubato. Per portare via pochi chili di rame, e ricavarne al massimo qualche decina di euro, i responsabili hanno reso inutilizzabili infrastrutture che richiederanno interventi di ripristino dal costo di migliaia di euro. Un conto che, alla fine, ricade sulla collettività. Il fenomeno non è nuovo. Da anni il rame è uno dei materiali più ambiti dai ladri per la facilità con cui può essere rivenduto. E a ogni crisi internazionale, con aumento dei prezzi, si moltiplicano esponenzialmente i furti. Ferrovie, cantieri, impianti elettrici e aziende sono stati spesso bersaglio di furti analoghi. Adesso, però, nel mirino sono finite anche le stazioni di ricarica, indispensabili alla mobilità elettrica e alla transizione energetica.
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