Paullese: cantieri aperti da tre anni, c’è chi propone di bloccare la strada per protesta
LA PAZZA IDEA Di fronte alle non risposte di Città Metropolitana di Milano, negli sfoghi sui social c’è chi pensa a un’iniziativa clamorosa
Lettura meno di un minuto.«Blocchiamo la Paullese». La rabbia dei pendolari torna a prendere la strada più breve, quella dello sfogo sui social e non solo. Tra i pendolari sulla ex statale 415 c’è chi propone con sempre maggiore insistenza di fermare la Paullese da Crema a Peschiera. Perché alle domande di «terminare il raddoppio al km 10» sono mancate le risposte di Città Metropolitana, che in una strada che è ancora un cantiere ha aggiunto nuovi limiti di velocità che saranno fatti rispettare con l’autovelox dal 31 agosto. Il bersaglio dei “forzati della 415” è ancora una volta il tratto tra Paullo e Caleppio di Settala, dove il raddoppio viaggia tra ritardi, disagi e cronoprogrammi continuamente rinviati. L’opera, arrivata al terzo anno di lavori, avrebbe dovuto essere conclusa già un anno fa. E invece il cantiere resta il punto più vulnerabile di una strada sulla quale ogni mattina migliaia di pendolari pagano il conto in tempo perso, carburante e nervi. «Invece di continuare a mettere autovelox per la sicurezza è meglio terminare la Paullese», scrive un pendolare. Jader Folli, pendolare che da Paullo si muove verso Milano, ha invece raccontato il ritorno puntuale delle code mattutine. La protesta non è rimasta alle singole voci. Già in primavera il consigliere comunale Giancarlo Broglia, di Paullo Nuova, ha scritto ai sindaci dei Comuni attraversati dalla 415 chiedendo una mobilitazione per «svegliare» Milano e Città Metropolitana.
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