Madre dell’investitore chiede perdono

«Vi chiediamo perdono per ciò che è successo»: è arrivata una lettera nella cassetta postale della mamma di Sebastiano Pizzelli, il 14enne falciato mentre andava a scuola dall’auto guidata da un 18enne e poi morto dopo diversi giorni di agonia all’ospedale Niguarda. È firmata «la mamma di S.», con il nome per intero, ma non il cognome, del giovanissimo di San Donato Milanese che la mattina del 12 ottobre aveva investito il 14enne, a quanto si è appreso sulle strisce pedonali, e si era fermato solamente trecento metri dopo. Una lettera spedita per posta ordinaria, scritta a mano, in uno stampatello ordinato, su un foglio A4 bianco, che non porta in calce la firma dell’investitore. I genitori di Sebastiano pensano che sia autentica. Chi l’ha scritta, ripete più volte «ho il cuore a pezzi», e poi ancora «sono addolorata», «io e la mia famiglia vi siamo vicini», e «abbiamo pregato perché vostro figlio si salvasse, ma «il destino ha voluto così». Quindi, le condoglianze, e «speriamo in una comprensione».

La famiglia di Sebastiano preferisce non rendere noto per intero il testo, anche per rispetto verso chi l’ha scritto. Quella della famiglia che ha timidamente fatto recapitare la lettera da un anonimo postino è l’altra metà del dramma. Finora, dopo l’enorme partecipazione ai funerali, dopo l’atto estremo di generosità della donazione degli organi, è la prima novità dopo la tragedia che ha strappato il loro figlio. Gli investigatori, infatti, stanno lavorando in silenzio, resta il potenziale scontro di versioni sul colore del semaforo, non è ancora chiaro quali violazioni potranno venire contestate al giovane automobilista.

Ma su quella lettera, una prima riflessione la vuole fare l’avvocato Lucia Guastella, che assieme allo studio Mazzaferro - Zannone di Milano assiste la madre di Sebastiano Pizzelli: «La mamma ritiene che sia troppo presto per il perdono - fa sapere l’avvocato -. Ciascuno di noi metabolizza il dolore in modo diverso, e io non posso prevedere se il perdono arriverà o meno. Quello che lascia l’amaro in bocca, però, è constatare che a scrivere la lettera non è il diciottenne che era alla guida dell’auto, ma i suoi familiari. Comprendiamo che per lui è stata sicuramente un’esperienza traumatica, ci auguriamo che si assuma la responsabilità, che prenda anche lui, come già hanno fatto i suoi familiari, coscienza del male arrecato».

Per la legge, l’inesperienza dell’automobilista sarà considerata un’aggravante, sotto il profilo delle sanzioni amministrative, essendo un neopatentato. E sicuramente, ma questo è insito in tutti gli incidenti stradali, non pensava di correre quel rischio. I legali della mamma di Sebastiano non escludono per ora l’ipotesi del dolo eventuale, con responsabilità più gravi della semplice colpa. Ma nessuna pena esemplare, nessun maxirisarcimento, e questo tutti lo sanno, potrà far tornare Sebastiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA