La battaglia per La Pavoni: dal Comune di San Giuliano e dai sindacati appello alla Regione
RISCHIO TRASFERIMENTO La proprietà intende spostare la produzione in provincia di Verona, solidarietà anche dai clienti stranieri per la campagna “Giù le mani dai lavoratori della Pavoni” con l’hashtag handmadeinmilan
Amministrazione comunale e sindacati si mobilitano per scongiurare il rischio trasferimento della Pavoni da San Giuliano Milanese in provincia di Verona, appellandosi al Pirellone. «Come ha già fatto il sindaco Marco Segala, anche noi Fiom Cgil, insieme alla Uilm, abbiamo scritto una lettera congiunta a Regione Lombardia in cui chiediamo che quanto prima venga convocata la IV Commissione (Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione): il tempo che abbiamo a disposizione è molto poco».
Ieri, lunedì 23 marzo, il funzionario Fiom Milano Cgil Ludovico Di Muzio, dopo l’assemblea con i lavoratori del noto marchio La Pavoni, ha fatto sapere che la battaglia per salvare 30 posti di lavoro continua. «Innanzitutto – afferma –, se l’azienda ha dichiarato che i dipendenti dell’unità produttiva di San Giuliano rappresentano solo l’1,2 per cento dell’organico, noi rispondiamo che lo stipendio di queste persone rappresenta il 100 per cento per le loro famiglie. E che quindi per i loro figli e per i loro affetti questo è la fonte di sostentamento».
Intanto la protesta degli addetti del sito produttivo contrassegnato dal marchio La Pavoni, acquistato nel 2019 da Smeg, si condirà anche di una nota di colore. Che fa leva sul gran numero di messaggi, che sono arrivati anche da clienti dei Paesi stranieri, con in quali viene espressa solidarietà ai lavoratori. Questi saranno al centro della campagna, rivolta al quartier generale della Smeg Italia, che si trova a Reggio Emilia, “Giù le mani dai lavoratori della Pavoni” con l’hashtag handmadeinmilan (fatto a mano a Milano).
L’approfondimento sul “Cittadino” di martedì 24 marzo
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