Intrusioni nell’area San Francesco,
il Comune “scrive” al Milan

SAN DONATO Viavai sospetti e spaccio, continuano le segnalazioni di varchi aperti nella recinzione

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L’amministrazione Squeri nei prossimi giorni chiederà al Milan di “blindare” l’area San Francesco che è tornata ad essere terra di spaccio e di degrado con un costante andirivieni del popolo della droga che fa spola tra le stazioni ferroviarie di Rogoredo e San Donato. L’esecutivo sandonatese, nella lettera che partirà a breve dal municipio, porterà in particolare l’attenzione sui varchi che sono stati aperti da pusher e tossicodipendenti nella recinzione con la quale il Milan, dopo avere eliminato quintali e quintali di rifiuti, un paio di anni fa aveva messo in sicurezza alcuni tratti dell’ampio appezzamento che inizialmente avrebbe dovuto ospitare lo stadio da 70mila posti.

E che per il momento resta in attesa di un progetto alternativo. Il tentativo del club rossonero, che nel 2024 ha acquistato il comparto con un investimento da 40 milioni di euro, era stato infatti sin da subito proprio quello di fermare il degrado fatto di bivacchi, tende di fortuna, giacigli e immondizia che rappresenta del resto la quotidianità dei rifugi ricavanti lungo i confini tra San Donato e Milano dove si snoda il pesante giro legato alla compravendita di stupefacenti. Ma lo sbarramento a distanza di breve tempo è stato manomesso dagli assidui frequentatori della zona che vivono di espedienti. Il vandalismo più eclatante è quello che si vede dalla banchina di attesa dei treni, presso lo scalo del Quartiere Affari, dove salta all’occhio la “finestra” che è stata aperta, probabilmente con l’impiego di un flessibile, nella robusta cancellata che avrebbe dovuto proteggere il San Francesco dalle intrusioni. Lungo la recinzione si sommano poi delle altre manomissioni che attendono di essere ripristinate. In quanto, appena si sono spenti i riflettori sul progetto stadio, è ripreso il continuo viavai tra personaggi che si muovono con le dosi in tasca per raggiungere i loro clienti che li attendono nelle radure fuori mano coperte dalla vegetazione incolta. L’assessore all’urbanistica Massimiliano Mistretta commenta: «Chiederemo la sistemazione della parte di cancellata divelta, in particolare nel tratto lungo i binari che è la zona che presenta le maggiori criticità. Per il resto – chiarisce -, la parte di terreni che non è protetta dal recinto, non potrà comunque essere chiusa in quanto su un lato c’è una “zona umida”, con la presenza di acqua che forma già una barriera, mentre a nord sono presenti delle servitù per il passaggio ad esempio dei mezzi agricoli. Nel frattempo – conclude -, l’area che si trova alle spalle della stazione è già stata di nuovo recentemente pulita a vantaggio di una situazione di maggior decoro».

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