Intossicazione di massa,sequestrato un allevamento

Un allevamento di 1900 maiali in territorio di Zelo Buon Persico è stato sottoposto a sequestro sanitario dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Cremona nell’ambito delle indagini sulle cause della tossinfezione alimentare che il giorno di Ferragosto ha colpito la maggior parte dei 109 commensali di un pranzo organizzato da volontari della parrocchia di Cervignano d’Adda presso la tenuta Ladìn, ex Villa Innocenti, di Galgagnano. I Nas hanno accertato che le cinque porchette che poi i commensali si sono spartiti erano maiali uccisi sabato 13 agosto presso l’allevamento, che non risulta autorizzato alla macellazione, e quindi cucinati domenica 14 e, ritengono gli inquirenti, tenuti per 24 ore in un locale non refrigerato. Un regalo dell’allevatore, succulenti arrosti che quindi, assieme ad altre vivande, sono stati trasportati assieme nel vano di un Fiat Fiorino. Ora sono in corso accertamenti sullo stato di salute dei maiali dell’allevamento mentre si profila l’ipotesi di macellazione clandestina: il servizio veterinario dell’Asl è delegato dei controlli. Il settore igiene degli alimenti della stessa Asl lodigiana attende invece le analisi sui campioni di vivande sequestrati, tra i quali però risulta non ci siano frammenti delle porchette “incriminate”. La procura della Repubblica potrebbe ricevere una comunicazione di notizia di reato.

Per l’Asl sarebbe però stata la carne a provocare l’intossicazione. Forse proprio la porchetta servita fredda al pranzo organizzato in onore della comunità ecuadoriana ospite delle parrocchie di Cervignano e Galgagnano. Ma i dubbi sono ancora molti, anche perché sembra che tra gli intossicati ci siano pure quattro soggetti vegani che di carne evidentemente non ne hanno toccata. Nel pomeriggio di martedì l’Asl con i propri tecnici ha eseguito ulteriori sopralluoghi per verificare le modalità di trattamento e di conservazione degli alimenti mentre il Dipartimento di prevenzione veterinaria con il Nas ha verificato la provenienza dei prodotti di origine animale. Il personale dell’Asl si è recato all’oratorio di Cervignano per ultimare le interviste dell’inchiesta epidemiologica. «Io sinceramente non so cosa abbia provocato questi malori – ha detto il parroco don Giancarlo Malcontenti -, perché si è detto che può essere stata la carne o il salame al cioccolato ma c’è gente che è vegana e non ne ha mangiati ed è comunque stata male. C’è gente che non ha assaggiato i dolci e ha avvertito i dolori, chi non ha toccato le verdure e gli è successo lo stesso. L’intossicazione ha colpito ecuadoriani e italiani. Io che ho gustato tutto, sto benissimo: è un mistero».

Il menù era stato preparato facendo attenzione a rischi di intossicazione, mettendo al bando per esempio le creme. C’erano pomodori e patate, anguria e uva, come dolce il salame di cioccolato. E il piatto forte erano la porchetta e la salamella. Le salamelle sono state grigliate e poi passate al forno. Mentre la porchetta è stata servita fredda e per il tipo di infezione e i tempi, è probabile che l’intossicazione sia partita da qui. Ma anche la verdura cruda è sospettata. Molti avanzi sono stati gettati, ma i tecnici dell’Asl hanno campionato l’acqua e residui del salame di cioccolato.

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