Inchiesta sulla Rsa di Mediglia: sindacati e associazioni chiedono controlli rigorosi per 24 mesi e un garante per gli anziani

Le reazioni Intervengono il Meda, i pensionati Cgil e Uneba

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Tre operatori sociosanitari interdetti dal servizio e una quarta operatrice indagata per minacce aggravate: dopo l’inchiesta sui presunti maltrattamenti e sulle violenze sessuali ai danni di quattro anziane ospiti della Residenza Borromea di Mediglia, arrivano le reazioni di associazioni e sindacati. Il M.E.D.A., attraverso il segretario nazionale Massimo Nigro, chiede controlli rigorosi per 24 mesi, ispezioni nelle Rsa e l’istituzione di un Garante per gli anziani non autosufficienti. «Non possiamo più stare a guardare», sostiene, sollecitando un tavolo con Comune, Regione e autorità competenti. Vicini alle vittime anche i pensionati della Cgil. Uneba richiama invece la necessità di valorizzare e formare il personale: «Le Rsa non possono fare qualità senza risorse». Le accuse contestate agli operatori dovranno essere accertate in sede giudiziaria.

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