Il caso Barakat alla Corte di giustizia europea

Antonella Penati, mamma del piccolo Federico Barakat, ucciso a nove anni dal padre presso gli uffici Asl di San Donato Milanese, ha intenzione di portare la sua battaglia fino alla Corte europea di giustizia. E di continuare il processo (che vedeva imputati tre operatori dei servizi sociali, assolti in Cassazione) per la sola parte civile, anche in rapporto al comune di San Donato Milanese per la sua parte di responsabilità. L’ha annunciato stamattina a Milano in conferenza stampa assieme ai suoi legali e a nome di varie associazioni fra cui “Federico nel cuore”. All’iniziativa non è potuto intervenire Dario Fo, che aveva dato supporto alla situazione della mamma di Barakat, assassinato con 30 coltellate sei anni fa. Secondo la Penati la sentenza «manifesta l’“orrore” del sistema sociosanitario perchè in nome della “bigenitorialità”, l’avere per forza di cose due genitori, ha permesso una tragedia totale: il primo bambino italiano ucciso in “ambiente protetto”»

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