Finiti gli studi apre una stalla: la sfida del giovane Pizzamiglio

A 26 anni, con il suo compagno di studi e amico, ha deciso di aprire un'azienda agricola nel Comune più piccolo d'Italia, a Morterone, nel Lecchese. Non solo ci è riuscito, ma ha fatto qualcosa di più: il progetto del medigliese Giovanni Pizzamiglio, con il lecchese Matteo Bonaiti, è stato premiato dalla Regione nell'ambito del piano di sviluppo rurale con un contributo di 30mila euro (in tutto sono stati concessi 60mila euro a fondo perduto). L'idea è fondata sulla riscoperta delle tradizioni casearie, rivitalizzate attraverso tutte le nuove conoscenze che i due hanno imparato all'università.

Ad un primo sguardo, la decisione di trapiantarsi a Morterone, in un Comune di una trentina di abitanti può sembrare un azzardo. Invece, è stata una scelta calcolata, peraltro senza abbandonare il Sudmilano che continua ad essere la casa di Pizzamiglio. «In realtà io e Matteo - spiega il 26enne medigliese - ci siamo sempre interessati all'imprenditoria sin dall’inizio del percorso di studi: fare i contadini in montagna. Ovviamente dovevamo capire se ne avevamo le capacità. Dopo tutto, seppur i miei genitori non siano contadini, i miei nonni lo sono stati». Durante le ricerche sul campo è emersa l'opportunità di prendere in affitto una stalla comunale a Morterone, in località Carrigone sul Resegone. «C'era stato un primo bando nel 2009, dopo la ristrutturazione finanziata attraverso fondi dell'Unione Europea, che però è andato deserto - racconta il medigliese -. Nel 2015 il Comune ha proceduto all'affidamento diretto e noi ci siamo fatti avanti con la nostra proposta». Un vero e proprio business plan, sulla base di una locazione di 12 anni, con la possibilità di uscita trascorsi sei. «Un'opzione per capire se la vita agricola, di montagna, è davvero su misura per noi - sorride Pizzamiglio -: nel maggio 2016 abbiamo iniziato con cinque vacche, mantenendoci fino ad ottobre improduttivi». Ora nella stalla dell’azienda agricola le Forbesette (dal nome della sorgente che c’è salendo da Morterone al Resegone) ci sono trenta vacche della razza grigia alpina, dieci delle quali lattifere: è iniziata la produzione e la vendita di formaggio, stracchino di Morterone e formaggella ed è in fase di studio la produzione di altri formaggi.

«Sono prodotti solo nostri - conclude Pizzamiglio - ed è una bella soddisfazione per me e Matteo. Abbiamo ottenuto un contributo di 30mila euro e, per raggiungere l'obbiettivo, dobbiamo garantire una serie di standard. Siamo fiduciosi di farcela». Una bella soddisfazione anche per il Comune di Mediglia: «Sono contento di quello che ha saputo fare il nostro concittadino – commenta il sindaco Paolo Bianchi –. È nato e cresciuto qui a Mediglia e nonostante gli impegni, continua a frequentarlo per l’orgoglio nostro e dei suoi genitori».

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