Cassette senza marchio Siae, assolta

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Nell’agosto del 2008, durante un controllo nel “suk” della metropolitana di San Donato, era stata trovata mentre vendeva musicassette senza marchio Siae: era stata citata a giudizio e i duemila “pezzi” che aveva con sé erano stati distrutti. Il tutto prima di verificare che cosa realmente contenessero quelle cassetta. Ora la donna, una equadoriana di 41 anni, è stata assolta. La merce che vendeva e che le era stata sequestrata riproduceva infatti la registrazione di canti e preghiere islamiche tratte dal Corano, non sottoposte al diritto d’autore. La verità è stata appurata tre anni dopo facendo tradurre i testi da un campione delle cassette, “salvato” dalla distruzione.

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