Bracco, in arrivo 147 tagli

La crisi economica in atto in Italia e nel resto d’Europa comprime i fatturati e il gruppo farmaceutico lombardo Bracco si appresta a tagliare 147 lavoratori: 39 nella sede operativa di San Donato Milanese e 108 nella rete esterna (tra cui alcuni informatori scientifici). I sindacati sono già sul “piede di guerra”: venerdì scorso hanno protestato con un presidio davanti alla sede milanese di Assolombarda (seguito anche dalle televisioni) e in settimana le rsu si incontreranno per fare il punto sulle strategie con cui attutire i tagli. Nel frattempo è stato fissato un vertice, il prossimo 10 marzo in Assolombarda, per evitare che al termine dei tempi tecnici (circa 70 giorni dall’apertura della procedura della mobilità) scattino i licenziamenti. «La mobilità si applica a tre aziende del gruppo Bracco - spiega Massimiliano Spadari della Camera del lavoro di Milano - ed è stata motivata con un calo dei fatturati e della redditività, collegato alla crisi e a una serie di provvedimenti governativi, dalla Spending Review all’introduzione dei farmaci generici». Le rappresentanze interne dei lavoratori, in un comunicato diramato nei giorni scorsi, si dicono «rammaricate per un’azione unilaterale dell’azienda che comporta ricadute occupazionali pesantissime, in particolare in un momento così critico per il mercato del lavoro e per la tenuta occupazionale». Su un totale di 465 dipendenti del gruppo, l’impatto dei 147 esuberi si annuncia dunque “imponente”. Per questo i sindacati puntano, in prima battuta, a ridurre il numero dei licenziamenti inizialmente annunciati. «Stiamo studiando una serie di misure che potrebbero alleviare la situazione - spiega Spadari - mi riferisco all’estensione dei contratti part time, a qualche prepensionamento e alla ricollocazione di alcuni lavoratori all’interno del gruppo». I sindacati chiedono di ragionare anche sul “dopo”, cioè su un percorso che permetta una ricollocazione ai lavoratori che verranno licenziati. Ancora distanti, infine, le posizioni di azienda e sindacati sull’entità dell’incentivo all’esodo per quanti, in maniera volontaria, decideranno di lasciare l’azienda farmaceutica nelle prossime settimane. «Non si può pensare di valorizzare Milano e le sue attività con un’Esposizione mondiale e nello stesso tempo impoverire il lavoro, l’occupazione e la professionalità dei lavoratori Bracco e delle loro famiglie», affermano le rsu della Bracco. In vista dei prossimi confronti previsti a Milano, i rappresentanti dei lavoratori del gruppo Bracco e i sindacati confederali «si appellano a un’azienda che da sempre fa della responsabilità sociale il proprio principale valore di riferimento, auspicando la ripresa immediata della trattativa sindacale al fine di trovare un’equa, giusta e solidale soluzione per i 147 lavoratori».

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