Il primo parroco di Colturano fu don Davide Rossi di Melegnano

Il primo parroco di Colturano fu

don Davide Rossi di Melegnano

Figure storiche melegnanesi

Nel Libro dei Battesimi che si trova presso la Chiesa di San Giovanni Battista a Melegnano, consultando il volume XX che riporta la trascrizione dei dati dal 21 giugno 1846, al 7 settembre 1848, nella Tavola n.16 numero progressivo 218 si legge il seguente testo: «Nato alle ore quattro antimeridiane del giovedì 26 settembre 1846, fu battezzato il giorno 27 settembre 1846, un maschio dal nome Davide Giovanni Antonio, legittimo figlio di Maria Rossi, e Carlo Rossi, coabitanti in Melegnano e sposati il 28 ottobre 1828 in Collegiata, (di fede) cattolici, (mestiere) pizzicagnoli. Camilla Colombo Levatrice».

Erano originari di Melegnano

In poco più di cinque righe fu riassunto l’atto di nascita del Nostro personaggio storico, da cui deduciamo che fu battezzato il giorno susseguente alla nascita dal coadiutore del Prevosto, don Giuseppe Besozzi (1818-1907), e che i genitori erano cugini tra di loro, entrambi commercianti dediti alla vendita al dettaglio di salumi e formaggi nel Borgo Melegnanese.

La famiglia Rossi risultò risiedere a Melegnano sin dalla fine del Settecento e poteva contare sino ad allora di distinti personaggi storici tra cui ricordiamo l’antesignano Padre Giambattista Rossi, frate cappuccino morto in India, dove fu ricordato con l’appellativo di “Padre Santo” per le sue virtù preclari.

Lo stesso Davide Rossi sin da giovane fu avviato dai genitori al Seminario diocesano dove perfezionò gli studi di Storia diplomandosi con il massimo dei voti con lode. Dal “Chronicon 1840-1942” della Parrocchia di Colturano deduciamo le notizie salienti dell’esimio sacerdote, oltre ad alcune lettere personali e carte di famiglia rimaste, dopo la sua morte, nell’archivio della chiesa.

Il Nostro ricevette la prima tonsura clericale il 17 aprile 1864, per mano di mons. Giuseppe Marzorati (1818-1865), vescovo di Como, in quanto l’arcivescovo di Milano risultò esonerato dall’esercizio episcopale perché sgradito all’autorità austriaca. Un altro documento riportante la data del 22 maggio 1869 attesta l’ordinazione a Diacono che Rossi ricevette nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Luigi Nazari di Calabiana (1808-1893). L’ordinazione presbiteriale avvenne l’anno successivo, e precisamente il 19 aprile 1870, per mano sempre del cardinale Calabiana, nella Cappella del Palazzo Arcivescovile di Milano, giusta la dispensa occorsa, ancorché mancassero alcuni mesi al compimento del ventiquattresimo anno di età minima per la consacrazione.

Professore di storia a Gorla

Il suo primo incarico fu quello di professore di storia nel II.RR. Collegio Rotondi di Gorla Minore, dove poi rimase per tutta la sua vita di insegnante, cioè dal 1870 al 1919 quando si ritirò come presbitero nella chiesa di Colturano, al tempo ancora sotto la dipendenza e giurisdizione ecclesiastica della prepositura melegnanese. I quarantanove anni passati a Gorla furono cadenzati da Davide Rossi, con diversi incarichi, tra cui l’ultimo quello di Rettore della istituzione della Valle Olona, che andò a rappresentare tenendo presente il motto di «Erudire et edocere in litteris, bonis moribus et doctrina christiana» impartito nel 1599 dal benefattore e fondatore il nobile Gian Andrea Terzagli nel suo testamento.

Tornando all’aspetto biografico troviamo tra gli sparsi documenti che lo riguardano (raccolti e riordinati da don Paolo Tavazzi), un certificato medico che riporta la data del 15 agosto 1872 con cui si certificò che “il molto reverendo professore don Davide Rossi, all’età di anni 26, del fu Carlo, è fornito di sana e robusta costituzione fisica, che subì il lacerto del vaiolo con esito felice e che è atto a sostenere i pesi e le fatiche della pubblica istruzione”.

Studente a Parigi

Per un breve periodo, nell’agosto del 1878 il Nostro ebbe a studiare a Parigi, dove tra l’altro fu autorizzato a celebrare la messa nella stessa diocesi francese; un biglietto riportante la successiva data del 24 novembre 1879 a firma del presbitero don Francesco Salviati, ci conferma che il Rossi era ritornato a Gorla ad insegnare.

Don Davide Rossi risultò da poco nominato Vice-Rettore del Regio Collegio Rotondi, quando nel 1886, monsignor Giovanni Re (1830-1892) si ritirò per un più consono ruolo di cancelliere curiale, e lasciò l’incarico di Rettore al Rossi, che lo andò ad aggiungere a quelli già acquisiti di Direttore della Scuola Tecnica e Preside del Liceo-Ginnasio Pareggiato. Da una statistica coeva del tempo ricaviamo che don Davide Rossi ereditò dal suo predecessore un’istituzione scolastica complessiva di oltre trecentottanta iscritti al rettorato, oltre a 195 convittori. Un altro frammento della sua biografia la rinveniamo da alcune carte relative alla corrispondenza datata 18 aprile 1896, tra don Davide e la Curia Arcivescovile di Milano e concernenti l’autorizzazione a firma del cardinal Ferrari a ricoprire il ruolo di Assessore e Consigliere Comunale di Gorla Minore; il 26 marzo dello stesso anno risultò nominato, previa autorizzazione canonica, anche Membro della locale Congregazione della Carità.

Cavaliere e Monsignore

Il 28 maggio 1911 in occasione del 25° di rettorato fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia, mentre il 13 giugno 1911 don Davide Rossi fu nominato “monsignore” giusta la missiva vaticana che testualmente decretava: «La Santità di nostro Signore (Papa Pio X) si è benignamente degnata di annoverare tra i suoi camerieri (…) il reverendo don Davide Rossi Rettore dell’Istituto Collegio Rotondi di Gorla (…) firmato card. Gaetano Bisleti».

A 73 anni parroco a Colturano

Dopo pochi anni ancora don Davide Rossi ottenne licenza dalla Curia di ritirarsi a vita più tranquilla, difatti il 26 settembre 1919, nello stesso giorno del compimento del suo settantatreesimo anno giunse a Colturano, con promessa orale e scritta dell’arcivescovo il cardinal Ferrari di erigere in parrocchia la Cappellania di Colturano e Balbiano.

Di certo il Nostro non poteva presagire le difficoltà che, sia la prepositura melegnanese, sia la burocrazia curiale le avrebbe praticamente opposto; il borgo di Melegnano risultò a quel tempo di vocazione agricola, con 8.688 abitanti e diciotto aziende agricole attive, con la Chiesa che – diversamente dalla divisione geografica comunale – aveva una giurisdizione ecclesiastica che accorpava in essa, quasi tutti i paesi limitrofi tra cui Mezzano, Pedriano, Vizzolo, Calvenzano, Sarmazzano, Balbiano e Colturano, quest’ultima realtà qualificata come Cappellania tra la Muzza e il Lambro con soli 979 abitanti.

Uno degli obbiettivi precipui di mons. Davide Rossi restò caparbiamente quello di erigere in Parrocchia autonoma la Cappellania di Colturano, rendendola indipendente dalla prepositura di Melegnano a quel tempo, ricordiamo retta da mons. Fortunato Casero (1859-1937). La disputa tra i due monsignori si protrasse per ben tredici anni, con diversi riscontri epistolari, del cui contenuto si renderà conto in un apposito capitolo storico (Carteggio e lettere Casero/Rossi).

Sinteticamente possiamo tracciare le tappe dell’autonomia che furono cronologicamente: l’atto, ancorché provvisorio, di separazione delle parrocchie che portò la data del 7 febbraio 1924, firmato dall’Arcivescovo Tosi; la costruzione nel 1927 del Campo dei Morti (Cimitero) tra Colturano e Balbiano; La costituzione nel 1927 delle prebende e sostentamenti per la chiesa di Colturano a cura dei fittabili: Meloni Annibale, Maderna Enrico, De Vitali Giovanni infine Rossi Carlo ed Ernesto, quest’ultimo fratello del Nostro.

Con l’estinzione dei debiti della chiesa di Colturano, l’istituzione autonoma della celebrazione della festa del Patrono Sant’Antonino, e l’assenso della prepositura melegnanese, si giunse il 28 maggio 1932, all’emissione del Decreto definitivo dell’elevazione a Parrocchia della chiesa di Colturano a firma del Cardinale Alfredo Idelfonso Schuster. L’anno 1932 fu di grande gioia per mons. Davide Rossi per la raggiunta autonomia, ma fu anche triste per la comunità di Colturano per la sua scomparsa.

Deduciamo dal Registro dei Defunti, vergato a mano da mons. Casero la seguente scritta che le appartiene: «Mons. Davide Rossi di anni 86, primo parroco di Colturano, domiciliato ivi è morto il giorno 24 del mese di novembre dell’anno 1932 munito di tutti i Sacramenti, Benedizione del Santo Padre e dell’Arcivescovo, (il corpo) viene sepolto nel Cimitero di Colturano».

Riportiamo solo un frammento del componimento in morte a Lui dedicato da Roberto Pozzi che dice: “Il tacito volto sorride, or vedo vagare nel nulla l’immenso dolore, è merito questo dovuto, ma tutto il tuo gregge vicino al tuo tumulo piange e volto lo sguardo nel cielo, ti cerca”.

fonti e consultazioni: “Storia di Uomini, di carte e di pietre” autore don Paolo Tavazzi, si trova nella pubblicazione “La Quarta Campana” anni 2011-2012; Bollettino Parrocchiale “La Campana” anno 1932 n.12, e “La campana” anno 1933 n.1 pagg. 21-29 della raccolta sotto il titolo “In Memoriam”. Chronicon della Parrocchia di Colturano, e Chronicon della Parrocchia di Balbiano (dal 1640 al 1943) copia di tutti i documenti citati in Archivio Storico Vitantonio Palmisano.


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