Super Melchiorri, un’altra impresa nel “regno dei giganti”
Marco Marlchiorri quest’anno al Tor des geant

Super Melchiorri, un’altra impresa nel “regno dei giganti”

Il 58enne lodigiano ha terminato il suo quarto “Tor des Géants” senza mai dimenticare ironia e umorismo: «Solo l’indice della mano non mi duole»

Superman volava, grazie ai super poteri. Marco Melchiorri corre, va su e giù per le montagne, fa sci-alpinismo, dal deserto al ghiacciaio non c’è quasi gara che non abbia tentato. Nonostante la sua super carriera da scalatore del cielo, e a differenza di molti colleghi runner, il bello di Marco è che... “non se la tira”. Anzi, ironia e umorismo nelle sue avventure non mancano mai. Prendete per esempio il “Tor des Géants - il Giro dei giganti”, uno dei trail più duri che esistano - che si è appena concluso: Melchiorri, 58enne alla guida di un’azienda a Montanaso Lombardo, l’ha portato a casa per la quarta volta, ma invece di sciorinare dettagli commenta: «Ho la sensazione di essere stato travolto da un camion!».

Dal 12 al 18 settembre il lodigiano con una passione sfrenata per la montagna è stato impegnato nella competizione valdostana, 330 km lungo i bellissimi sentieri ai piedi delle Alpi. Ha tenuto aggiornati i suoi amici su Facebook con diversi post piuttosto divertenti: «Giusto l’indice della mano destra non mi duole», ha scritto suscitando battute e commenti. «Ci sono state alcune modifiche rispetto alle altre edizioni - spiega adesso che è tornato -, a partire da alcuni tratti del percorso fino al materiale: stavolta si potevano portare poche cose e si dovevano avere i ramponcini. Ho fatto il tragitto da solo, anche perché c’era poca voglia di chiacchierare, direi che comunque il bilancio è positivo».

Il “Tor des Géants” in realtà non è la sua sfida preferita. E non lo è nemmeno il trail del Monte Bianco, che Melchiorri ha fatto per ben dieci volte, così come non lo è il “Kima”, un percorso di 52 km estremamente tecnico che si snoda su sette passi di montagna con 8400 metri di dislivello. Nella sua personale classifica al primo posto c’è il “Trofeo Mezzalama”: quest’anno ha partecipato a fine agosto all’edizione “zero” della “SkyClimb Mezzalama”, competizione a squadre per raggiungere la vetta del monte Castore (4.226 metri). «Di gare ne ho fatte veramente molte e di ogni genere, la “Mezzalama Sky Climb” è unica, incomparabile, il fattore alpinistico è totale - racconta -. Salire a tutta fino al rifugio Guide d’Ayas, ramponare, quindi salire la cima del Castore, fare tutta la lunga e aerea cresta fino a scendere al rifugio Sella al Felik e scendere di nuovo fino a S. Jacques è stato fantastico». Melchiorri era con l’amico Mario Sala: in uno dei suoi messaggi Facebook lo ha ringraziato per essersi fidato, ma ha anche ringraziato «tutti gli uomini del soccorso alpino, che sul percorso si sono beccati del gran freddo!». Tipico di un runner che non se la tira.


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