Strotz, da Cerro per sognare l’Nba

Viviamo in una terra di cestisti. A pochissimi chilometri da Lodi, dopo Mario Boni, Jack Devecchi e Danilo Gallinari, potrebbe essere nata un’altra stella pronta a illuminare il proscenio della pallacanestro italiana. Si tratta di Raphael Strotz, lungagnone di 204 centimetri per quasi 95 chili, classe 1993 di padre svizzero e di madre di Cerro al Lambro, dove è cresciuto fin dalla nascita. Al momento, a soli 18 anni compiuti appena lo scorso 26 giugno, Strotz può vantare già tre presenze in LegaDue con la maglia della Fastweb Casale Monferrato, due delle quali bagnate da un canestro, e le prime convocazioni con la maglia della Nazionale Under 18 (italiana, avendo rigettato le pressanti “avances” svizzere). E in vista c’è una stagione in Serie A. Già dando un’occhiata ai cromosomi del giovane Strotz si possono intravedere delle tendenze naturali alla palla a spicchi: «Mia madre era una cestista in Serie A - racconta Raphael -, ma io ho giocato a calcio fino a quando un mio amico mi ha convinto a provare nella Pallacanestro Melegnano; mi sono innamorato di questo sport vedendo i video delle schiacciate Nba e provando a imitarle al campetto dietro casa». A quattordici anni è arrivata un’importantissima svolta, la chiamata di Casale Monferrato: «Mi hanno visto in un allenamento e subito mi hanno chiesto di andare a fare con loro un torneo internazionale a Rho; l’anno successivo sono entrato nella loro foresteria per disputare il campionato nazionale Under 15». Oltre che di età, Strotz è cresciuto anche in altezza e talento, tanto che coach Crespi, a partire dalla stagione appena conclusa, ha deciso di farne elemento fisso degli allenamenti della prima squadra: «Ho iniziato in agosto la preparazione atletica con Casale e poi da dicembre mi sono allenato costantemente con i “grandi”, finché contro Reggio Emilia è arrivata la prima convocazione. Non ci credevo e in panchina ero agitatissimo e tremavo: a un minuto e mezzo dalla fine hanno chiamato il mio nome, sono entrato in campo e Taylor mi ha passato la palla su un “taglio”, permettendomi così di segnare il mio primo canestro in LegaDue».

Strotz ha mostrato le sue doti anche nel campionato Under 19 Eccellenza, dove è stato uno dei protagonisti dell’ottima stagione dei piemontesi, chiusa con il raggiungimento delle finali nazionali, attraendo così le attenzioni di Gaetano Gebbia, coordinatore tecnico della squadra Under 18 azzurra, che lo ha selezionare tra i convocati per il torneo internazionale di Cisternino, appena concluso: «Prima di allora ero sempre riserva a casa a “gufare” - prosegue il 18enne lodigiano -; ora finalmente sono stato scelto e ho giocato, riuscendo anche a prendere sei rimbalzi in attacco e a segnare 4 punti contro la Polonia». Le caratteristiche del ragazzo, più incline alla sciabola che al fioretto, sono infatti quelle del centro vero, oggi un po’ fuori moda, ma di cui si sente tanto la mancanza: «Credo di essere un lungo classico - si descrive Strotz -, che strappa rimbalzi, fa blocchi, prende e dà un po’ di botte sotto il canestro; il mio idolo è Shaq (O’Neal, ovviamente, ndr): per come andava su a canestro a distruggere tutto».

Le buone prestazioni con la Nazionale Under 18 hanno permesso a Raphael Strotz di essere convocato anche al successivo raduno azzurro, che ha preso il via giovedì scorso, in vista del torneo di Reggio Calabria con Grecia, Germania e Francia che inizierà domani. Ma le ambizioni del giovane italo-svizzero sono ben più di ampio respiro: «Il mio sogno irraggiungibile sarebbe l’Nba - chiude -, ma mi accontento benissimo anche della Serie A... La prossima stagione resterò a Casale Monferrato e lavorerò sodo tutti i giorni in palestra per cercare di essere convocato il più possibile e fare il mio esordio anche nella massima divisione nazionale».

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