«Noi volontari abbiamo paura»

«Noi volontari abbiamo paura»

Corradi, presidente del Caselle Landi, lancia l’allarme per i tanti dirigenti anziani nel calcio dilettantistico

L’emergenza vista da un’angolazione diversa, ma ugualmente importante. Le società della Lombardia hanno ribadito a chiare lettere di non voler tornare a schierare i loro calciatori dilettanti in questa stagione: troppe le sofferenze passate sotto gli occhi dei lodigiani e sudmilanesi, troppa la paura che l’epidemia non si arresti. C’è chi si interroga sul futuro dei campionati e si preoccupa della salute di chi dovrà andare in campo. Ma la paura non è soltanto quella dei giocatori, ma anche di un movimento che si basa in maniera consistente sul volontariato, spesso di pensionati che dedicano il loro tempo alla custodia e alla manutenzione dei centri sportivi o al mantenimento in efficienza delle segreterie.

A lanciare il grido d’allarme è Angelo Corradi, presidente del Caselle Landi che milita nel Girone L di Seconda Categoria: «Di tornare in campo non se ne parla - spiega deciso Corradi -. L’ho ribadito anche qualche giorno fa nel sondaggio che la Delegazione di Lodi ci ha fatto compilare: per noi del Caselle non c’è questione. Anche perché forse qualcuno dimentica che gran parte delle società sono guidate da gente di una certa età che in maniera del tutto volontaria si occupa di gestire una mole di lavoro incredibile. Gente che in questo preciso momento ha paura. Questa pandemia mette a rischio le nostre vite e non credo che in tanti siano disposti a sacrificarsi per il calcio: io ho 63 anni, ma proprio nei giorni scorsi ero in contatto telefonico con un dirigente della Virtus Maleo che di anni ne ha oltre 70 e diceva che anche lui non se la sente minimamente di rischiare. E lo trovo del tutto giustificato. Come possono pensare di far riprendere il calcio senza figure determinanti come queste?».

Segnare il campo, pulire gli spogliatoi, tenere la contabilità, organizzare la sede, preparare il materiale per le squadre, tagliare l’erba: sono solo alcune delle attività che svolgono i volontari nei centri sportivi. «E pur con tutte le precauzioni del caso è impossibile essere sicuri al cento per cento che non vi siano contagi - continua Corradi, che prima dell’interruzione dei campionati si era seduto anche in panchina al posto dell’esonerato allenatore Donati -. Finché non ci sarà la certezza al cento per cento che nessuno sarà a rischio non si potrà riprendere l’attività. Non sta a me dire quando, ma è chiaro che ci vogliono prudenza e cautela». E se ormai è chiaro che nessuno vuol tornare sul prato verde, non è ancora ben definito cosa ne sarà della stagione 2019/2020: «Noi eravamo in una posizione di metà classifica e quindi non subiremo più di tanto le decisioni. Ma penso al Castelverde che nel nostro girone era primo con 5 punti di vantaggio sulla seconda e non aveva perso una partita: mi metto nei loro panni e dico che forse è giusto che le prime passino di categoria».


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