La partita più difficile del bomber-infermiere Tolomeo
Giuseppe Tolomeo in ospedale

La partita più difficile del bomber-infermiere Tolomeo

L’attaccante della Nuova Zorlesco lavora all’Istituto Clinico Città Studi di Milano: «Usciamo la mattina quand’è buio e torniamo la sera quand’è ancora più scuro»

Un piede educato come pochi, un vizio del gol che l’ha portato a segnare in centinaia di porte di mezza Italia, ma adesso sta giocando un’altra partita, la più difficile che gli sia mai capitata. Giuseppe Tolomeo ha 38 anni e nel lodigiano è conosciutissimo come bomber in grado di segnare ovunque e dovunque. Ha giocato nel Sant’Angelo, nel Sancolombano, ma anche Real Casal, Codogno, Montanaso e ora nella Nuova Zorlesco. Segnando sempre e tanto. Ma dallo scorso 21 febbraio il suo unico pensiero fisso è quello dell’emergenza sanitaria in corso. Infermiere presso l’Istituto Clinico Città Studi di Milano, sta mettendo anima e cuore in quella che lui stesso definisce una situazione senza precedenti: «Sono stanco, cotto, distrutto - commenta Tolomeo durante una pausa -, usciamo la mattina quand’è buio e torniamo la sera quand’è ancora più scuro, facciamo turni di 14 o 16 ore al giorno e davvero siamo sottoposti a ritmi incredibili. È senza ombra di dubbio la partita più difficile che io abbia mai giocato».

Tolomeo calciatore, in maglia bianca

Tolomeo calciatore, in maglia bianca

Tolomeo calciatore, in maglia bianca


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