Il marchio storico “Ac Fanfulla 1874”
non è ancora nelle mani di Umberto Rossetti
CALCIO E TRIBUNALI La domanda dell’ex calciatore lodigiano per ora è in attesa del rilascio dell’attestato finale di registrazione
Lettura 1 min.Il marchio “Ac Fanfulla 1874” è già formalmente nelle mani di Umberto Rossetti? La risposta impone un distinguo. L’ex calciatore e vecchia gloria bianconera ha individuato il marchio tornato libero dopo il fallimento della vecchia società, avvenuto il 5 aprile 2016, e ne ha avviato l’iter di registrazione nelle diverse classi merceologiche presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Ma la procedura non è ancora conclusa: sul portale Uibm le domande risultano “in esame”. Il 10 agosto è stata depositata la domanda per la componente denominativa, “Ac Fanfulla 1874”; il 25 agosto quella per la componente figurativa, lo storico stemma. Le domande sono state dunque presentate e sono ora sottoposte all’esame dell’Uibm. La differenza è che un marchio depositato non coincide ancora con un marchio registrato: è quest’ultimo, una volta concluso positivamente l’iter, a conferire la piena esclusiva sul segno.
A fare chiarezza è l’avvocato romano Lorenzo Sciarra, rappresentante legale del marchio che ha depositato la domanda di Rossetti. «La domanda è stata depositata in diverse classi di Nizza - dichiara Sciarra -. Chiaramente prima del deposito si è proceduto, come di consueto, a una ricerca di disponibilità, la quale ha dato esito positivo. Non avendo condotto personalmente le ricerche, affidate a dei consulenti di studio che hanno effettuato tutte le verifiche del caso, non saprei dire se esisteva già un marchio registrato a nome della precedente società o meno. Evidentemente ad oggi non c’è nulla».
Il passaggio rafforza la ricostruzione secondo cui, dopo il fallimento e il mancato rinnovo, non risultava un marchio anteriore in grado di impedire il nuovo deposito. «Chiaramente è un marchio depositato. E una domanda depositata ha già tutte le tutele della legge. Semplicemente poi dovrà essere cristallizzata con il rilascio dell’attestato finale di registrazione. Detto ciò, la domanda è in esame. Quindi ancora non si può parlare di marchio registrato».
Il vero punto interrogativo è dunque un altro. «Se esiste l’eventualità che la domanda venga respinta? Credo di no. L’unico scenario che potrebbe invalidare la pratica è una procedura di opposizione da parte di chi detiene un diritto anteriore su questo marchio». Una possibilità che Sciarra ritiene assai remota. La fotografia più corretta è dunque questa: Rossetti ha depositato le domande per il marchio denominativo e figurativo e oggi ne attende la registrazione. Non dispone ancora della piena ed esclusiva tutela derivante dal titolo registrato, ma il procedimento appare indirizzato verso un esito positivo. «Tempistiche? Dipende dalla celerità con la quale viene trattata la pratica da parte dell’esaminatore dell’ufficio brevetti. Ci vorranno, più o meno, 3, 4 o 5 mesi». La vecchia insegna del Guerriero, insomma, non è ancora formalmente consegnata a Rossetti, ma la partita sembra ormai avviata verso l’ultimo passaggio: quello burocratico e decisivo che trasformerà il deposito nella registrazione definitiva.
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