Guerini ora ripassa la palla all’Assigeco

Guerini ora ripassa la palla all’Assigeco

«Ma sarei molto dispiaciuto se Lodi dovesse perdere i rossoblu»

Il futuro dell’Assigeco dipende da Curioni. Che sia a Lodi o a Codogno, ancora in LegaDue o in un’altra serie, la palla è tornata nelle mani del patron rossoblu dopo il secondo colloquio con Lorenzo Guerini, il sindaco del capoluogo, cui il club ha chiesto un mano per porre rimedio alla freddezza della città sia come presenze sugli spalti del “PalaCastellotti” sia come sostegno economico e promozionale. E il primo cittadino ha ribadito la sua disponibilità anche nelle due ore abbondanti di chiacchierata fatte con Curioni. Dicendosi “dispiaciuto” per l’eventualità che le strade dell’Assigeco e di Lodi si separino; ma riconsegnando al presidente del sodalizio l’onere di fare la prima e più importante “mossa”: «Personalmente - conferma Guerini - sarei ovviamente molto dispiaciuto se la città di Lodi dovesse perdere la presenza di una realtà sportiva importante come quella dell’Assigeco e la ribalta prestigiosa di un campionato professionistico di una disciplina popolare e diffusa come quella del basket, così come ritengo l’intera comunità locale. L’auspicio è quindi che questa esperienza possa proseguire e consolidarsi ulteriormente, anche se chiaramente la prerogativa di prendere decisioni sul futuro appartiene esclusivamente al club e al suo principale esponente, Franco Curioni, a cui tutti gli appassionati debbono in ogni caso gratitudine e considerazione per l’impegno di grande livello professionale e gli ingenti sforzi economici sostenuti in questi anni». Curioni, “scottato” dalla scarsa partecipazione di pubblico nelle due stagioni in LegaDue, da tempo ha chiesto aiuto a Guerini: «L’amministrazione comunale - prosegue il sindaco - è pronta a collaborare con la società per promuovere iniziative che contribuiscano a rafforzare il rapporto tra l’Assigeco e il pubblico locale, tenendo però conto anche del fatto che il bacino di interesse di una realtà di questo tipo deve avere dimensioni quanto meno provinciali per garantire un seguito adeguato. Di tutto questo ho avuto modo di parlare anche recentemente con Curioni, come al solito interlocutore attento, disponibile e animato da grande senso pratico e determinazione. Restiamo perciò in attesa di conoscere le scelte che farà il club, che saranno sicuramente ponderate e fondate su serie motivazioni». Una sorta di “fumata grigia”, insomma, anche se tra le pieghe dei vincoli in cui palazzo Broletto deve comunque muoversi (in primis l’impossibilità, per legge, di sostenere economicamente qualsiasi realtà sportiva) la possibilità di coordinare qualche iniziativa promozionale è stata sostanzialmente ribadita. Come non è escluso che, con i buoni uffici del municipio, Curioni possa trovare qualche sponsor in grado di contribuire agli alti costi più volte citati per fare fede a un campionato come la LegaDue. Che nel Lodigiano, fuori dal “PalaCastellotti”, non conta di altri impianti dalla capienza minima richiesta dalle norme (2500 spettatori). Quindi? Curioni potrebbe aspettare l’assemblea di lega del 15 giugno, quando i club si esprimeranno sulla richiesta di abbassare attorno alle 2000 unità la capienza minima dei palasport, possibile (ma non facile) viatico per permettere all’Assigeco di restare sì in Legadue, ma tornando al “Campus” di Codogno; il problema, però, è che lo stesso “Campus” dovrebbe praticamente raddoppiare i posti attuali. Oltre a questa data comunque resta il limite massimo del 30 giugno, quando scadrà il termine per l‘iscrizione al campionato, che per inciso costerebbe circa 120mila euro tra fidejussione e tassa associativa. Nel mezzo le “sirene” di chi, come Piacenza e altri club, dai dilemmi di Curioni aspirano ad avviare le trattative per rilevare quel campionato che Lodi e il Lodigiano non vorrebbero perdere.

Alberto Belloni


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