ESCLUSIVA - Parla Andrea Ciceri: «Il Fanfulla resta nel cuore, è triste vederlo sprofondare» - L’intervista integrale sul «Cittadino» di martedì
Calcio L’ex bandiera bianconera: «Siamo in un punto bassissimo, ma è vero che quando tocchi il fondo forse è anche l’occasione per riuscire a ripartire»
Lodi
Non ha bisogno di presentazioni. Per Andrea Ciceri, classe 1976, parlano i numeri: 11 stagioni da calciatore nel Fanfulla, con 276 presenze e 4 campionati come allenatore bianconero. La sua carriera di calciatore lo ha visto anche con le maglie di Lazio, Pavia, Linate, Fiorenzuola, Seregno, Tribiano e Pallavicino Busseto. Come apprezzato tecnico al Pallavicino Busseto, Vigor Carpaneto, Fiorenzuola, San Giuliano e Varese. Insegnante di educazione fisica, riversa anche la sua attenzione verso i giovani ed alla loro crescita sportiva.
Quasi cinquantenne, come nasce Andrea Ciceri calciatore?
«Da bambino, all’oratorio di Quartiano, mio paesino d’origine. Abbinavo il calcio e l’atletica, dove primeggiavo. La passione definitiva per il calcio me la trasmisero mio nonno, fondatore dell’U.S. Quartiano 1964, poi mio zio Pierluigi Gandelli attuale presidente della società. Ho avuto la fortuna di essere visto da Aldo Jacopetti e già a 12 anni feci un provino per il Fanfulla con il mitico Mario Detti e da lì ci fu questo passaggio, che per me fu una cosa bellissima».
L’intervista completa sul Cittadino in edicola martedì 3 marzo
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