Calcio violento nel Lodigiano: «È ora di cambiare registro»

GIOVANI «Lo sport deve ripartire da amicizia e divertimento»

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Sempre più spesso il campo da gioco perde la sua funzione educativa e si trasforma in uno scenario da guerriglia, ciò significa che si è oltrepassato ogni limite. L’ultimo e più grave episodio in ordine di tempo ha visto il questore di Lodi infliggere dieci Daspo ad altrettanti calciatori minorenni: i provvedimenti sono scattati in seguito alla violenta rissa a calci e pugni scoppiata nel campionato regionale tra Vidardese e Sangiuliano CVS. Questo provvedimento è solo l’ultimo tassello di una stagione segnata da tensioni inaccettabili, che hanno colpito anche i più piccoli. Durante una gara della categoria Pulcini, un genitore ha reagito ad una decisione controversa lanciando oggetti verso il terreno di gioco. In Seconda, invece, una sfida è stata interrotta dall’arbitro a causa delle proteste violente di un tesserato, degenerate rapidamente in una rissa che ha coinvolto i calciatori e le tifoserie sulle tribune.

La delegazione di Lodi della Figc-Lnd, nella figura del reggente Marco Padovani, è voluta intervenire con estrema fermezza di fronte alla scia di violenza che ha macchiato il calcio dilettantistico e giovanile nel territorio lodigiano negli ultimi mesi. «Condanniamo con fermezza questi gravi episodi. Il calcio è divertimento e condivisioni; queste situazioni danneggiano l’intero movimento. A livello provinciale possiamo vantare ottimi dati disciplinari ma purtroppo dobbiamo far fronte a sporadici accadimenti che segnano la nostra memoria». Il cuore dell’intervento di Padovani si concentra sulle soluzioni concrete per fermare questa deriva, puntando sulla prevenzione e sul dialogo. Il consigliere regionale conferma anche per la prossima stagione gli incontri annuali tra le società, i capitani e gli arbitri».

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