Calcio, Ciceri sfida il Sant’Angelo ma gli lancia anche “messaggi d’amore”
SERIE D Il tecnico lodigiano del Varese aspetta la partita di domenica («Dopo una sconfitta entrambe avranno voglia di rifarsi») e ammette di aver «sempre apprezzato il calore della piazza rossonera»
Lettura 1 min.«In futuro mi piacerebbe avere di nuovo l’occasione di confrontarmi con una piazza così passionale, genuina e calorosa che finora ho conosciuto solo da avversario». Parole al miele, ma intanto domenica, nel match in programma allo stadio “Ossola”, Andrea Ciceri sarà di nuovo avversario dei barasini in Varese-Sant’Angelo: «Mi aspetto una partita maschia e molto combattuta tra due squadre che hanno bisogno di punti per allontanare le zone pericolose della classifica – commenta l’ex centrocampista e allenatore del Fanfulla -. Entrambe le formazioni arrivano da una sconfitta e avranno voglia di rifarsi. In ogni caso, sono soddisfatto del gruppo e del percorso che stiamo facendo, nonostante i punti raccolti (13 contro i 14 del Sant’Angelo, ndc). Ci pesano molto alcuni punti buttati al vento quando la vittoria sembrava a portata di mano: penso soprattutto alle partite con Lentigione, Solbiatese e Tropical Coriano».
La sfida di domenica si annuncia anche occasione per rivedere vecchi amici: i dirigenti Vito Cera e Virginio Gandini, conosciuti ai tempi del Fanfulla, oltre a Sergio Guerrini e Serafino Grandinetti con i quali Ciceri ha condiviso l’esperienza al Sangiuliano. «Sono rimasto in ottimi rapporti con tutti, sarà bello rivedersi - commenta Ciceri -. Con Vito e Sergio abbiamo trascorso stagioni esaltanti, indimenticabili».
Tre anni fa, l’attuale tecnico del Varese fu vicinissimo, a stagione in corso, a diventare la guida del Sant’Angelo. «Ho dovuto declinare l’offerta a malincuore perché avevo ancora un contratto in essere con il Sangiuliano e alcune pendenze economiche pregresse. Essendo la stagione già cominciata, mi sembrò più opportuno tornare in un ambiente che conoscevo già. Al Sant’Angelo mi sarebbe piaciuto fare un’esperienza fin dall’inizio. Ma, ripeto, spero che un giorno, prima di chiudere la carriera, si possa realizzare questo matrimonio calcistico perché ho sempre apprezzato il calore della piazza rossonera».
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