LAVORO Nel Lodigiano attesi 3.700 nuovi posti entro fine anno
Il settore delle costruzioni da solo prevede un fabbisogno di oltre cento nuove figure professionali

LAVORO Nel Lodigiano attesi 3.700 nuovi posti entro fine anno

Effetto traino per il manifatturiero, ma si conferma la difficoltà a reperire alcune figure professionali

Sono poco meno di 1.500 i nuovi ingressi nel mondo del lavoro in provincia di Lodi attesi ad ottobre, più di 3mila 700 da qui alla fine dell’anno. È la stima della consueta analisi del Sistema Informativo Excelsior Unioncamere-Anpal, che sottolinea anch’essa la ripresa del manifatturiero.

È proprio l’industria il settore che assorbirà il maggior numero di risorse, il 40 per cento circa, 640 nel mese di ottobre e 1.610 da ottobre a fine dicembre. Le costruzioni da sole hanno un fabbisogno stimato in 110 nuove figure professionali in ottobre, 250 nei tre mesi, mentre i restanti sono da suddividersi tra industria manifatturiera e public utility. Il settore dei servizi è pronto ad assumere 840 persone nel mese di ottobre, 2mila 130 nel trimestre: la maggior parte è destinata ai servizi per le imprese, 360 questo mese e 1.020 nei tre mesi, poi il commercio con 190 ingressi attesi a ottobre e 410 nel trimestre, i servizi alle persone con 180 a ottobre e 370 fino a fine anno, infine i servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici in genere, che si attendono 100 ingressi a ottobre e 320 fino a dicembre.

Un’impresa su due tra quelle che ha intenzione di assumere (790) è compresa nella forchetta tra 1 e 49 dipendenti: sono ancora le micro e piccole medie imprese a trainare l’occupazione nel Lodigiano. Complessivamente, la stragrande maggioranza degli ingressi è prevista con contratti di lavoro subordinato, per l’80,4 per cento, contro un 14,4 per cento di lavoro somministrato, e il resto tra collaborazioni e consulenze.

Per il mese di ottobre, nell’area della produzione gli ingressi sono divisi equamente tra area commerciale e vendite, 260, area tecnica e progettazione, 220, e area logistica, 240, con gli altri ingressi divisi tra direzione e affari generali e area amministrativa, finanziaria e controllo di gestione. Quasi un terzo del totale delle assunzioni è riservato a giovani under 29, il 30,1 per cento, il 22,9 per cento non ha preferenze d’età, il 47 per cento però degli ingressi è per figure senior o comunque con esperienza. La ricerca di figure giovani si concentra soprattutto nell’area degli impiegati, delle professioni commerciali e dei servizi, dove gli under 29 sono ricercati nel 38,8 per cento dei casi. Dei 1480 ingressi previsti solo 170 riguardano professioni non qualificate, l’11,5 per cento, suddivisi equamente tra logistica e servizi di pulizia o generali. La tendenza è quella della specializzazione, anche se non necessariamente proveniente dal mondo scolastico. In un terzo delle assunzioni previste non è fatta richiesta specifica di un titolo di studio.

Ancora una volta spicca nel Lodigiano la difficoltà a reperire le figure professionali adatte secondo il parere degli imprenditori. Sui 1.480 ingressi previsti, il 37,1 per cento si prefigura di difficile reperimento, il 19,4 per cento per mancanza di candidati, il 15,1 per cento per preparazione inadeguata, cioè i profili ci sarebbero anche ma non hanno le competenze adatte. Le ricerche che accusano le difficoltà maggiori, addirittura con il rischio che una su due non vada a buon fine sono quelle per tecniche delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale, il 56,9 per cento, i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, con il 58,5 per cento, ma anche gli operatori di assistenza sociale, il 50 per cento, gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici con il 51,8 per cento, gli operai specializzati in attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche. I settori di difficile reperimento sono quelli soliti, dunque, informatica, edilizia, meccatronica, a cui si sommano il marketing e il commerciale e l’assistenza sociale, due ambiti in cui in passato era emerso meno la carenza di figure professionali adeguate.

Andrea Bagatta


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