Uggetti non mette in guardia sull’entità delle razzie di bici

Spett.le Redazione de il Cittadino,vorrei portare a conoscenza della mia (come quella di tanti, troppi cittadini) esperienza quale vittima di furto di bicicletta; la mia conversazione con il sindaco, il quale nulla ha fatto se non confermare la mia – già troppo sperimentata – consapevolezza secondo cui la responsabilità sulla sicurezza dei cittadini è una palla rimbalzante, e che, in fin dei conti, il comune avrebbe già fatto il possibile ponendo in essere un servizio a pagamento (ciclofficina) per – direi io – diradare il fumo senza spegnere l’incendio. Per ammissione del sindaco il fenomeno dei furti di biciclette non è una fatalità, un’eccezione, ma è la regola, cioè opera di professionisti; ciononostante nulla mette in guardia i cittadini sulla reale entità del problema, e quindi li si lascia esposti al furto-automatico qualora non si servano del servizio a pagamento “ciclofficina”; dunque, il mio dubbio è che non vi sia una chiara messa in allerta dei cittadini, per due ragioni: 1. ciò costituirebbe una ammissione di impotenza/immobilità/incapacità; 2. se l’allerta fosse tanto sentita, e quindi ascoltata, (quasi) tutti riporrebbero le proprie biciclette presso la “ciclofficina”, rendendola materialmente inutilizzabile in quanto insufficiente ad accogliere tutte le biciclette dei lodigiani, e ciò a sua volta metterebbe in difficoltà chi quel deposito l’ha voluto creare, dato che sarebbe evidente – di nuovo – la sua impotenza... Insomma, qualche “fesso” ci deve sempre essere. Saluti,

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