Se non sono in grado di rappresentarci stiano pure a casa

Stim.mo signor Direttore, desidero complimentarmi con Lei per il suo editoriale “ Il Lodigiano è una terra sicura?” in quanto ritengo Lei abbia evidenziato problemi che riguardano la nostra Città mostrando calore, passione e amore.Condivido pienamente, come credo la maggior parte dei cittadini, la preoccupazione per la mancanza di sicurezza che si sente “a pelle” nonostante le rassicurazioni delle Istituzioni.Ne approfitto di questa mia per chiedere, a chi ne ha l’autorità, se sia possibile coordinare le forze dell’ordine a Lodi, i cui organici sembra non bastino mai, per vigilare sulla condotta dei devianti.Vorrei ricordare che in Lodi vi sono uomini della Vigilanza Urbana, Carabinieri, Guardie della Provincia, Guardia di Finanza, Polizia di sicurezza pubblica, e chi ne ha più ne metta.Nonostante tutto questo, sembra impossibile che un Uomo, uno sposo, un padre, un tutore dell’ordine amabile e disponibile sia caduto nell’adempimento del proprio dovere in un triangolo più che mai “sicuro” compreso tra tre caserme (Finanza, Pubblica Sicurezza, Carabinieri). Perché capita tutto ciò? Per pura sfida? Per lassismo? Per altro?Che Lodi non sia sicura è data da un’immagine abbastanza evidente, se si considera la mancanza di ordine che in essa persiste e che nessuno tende a correggere.E’ evidente come questo permissivismo dia adito a creare un concetto errato di libertà. La città bassa, la nostra Maddalena, dove è successo il tragico fatto delinquenziale, è un esempio evidentissimo. Chiunque capiti nella zona può rendersene conto personalmente. I marciapiedi sconnessi hanno già provocato cadute di persone anziane. Le automobili sono parcheggiate in luoghi vietati (invito chi di dovere a percorrere piazzale Barzaghi, via Vistarini, via del Tempio, via Isella). I ciclisti, in barba alle disposizioni, sfrecciano sui marciapiedi come fossero piste ciclabili e percorrono i sensi unici salendo dal corso Adda e scendendo dal Lodino con approvazione tacita di dovrebbe intervenire. Deiezioni canine disseminate un po’ ovunque. Immondizia abbandonata ai lati dei marciapiedi.Lo scorso mese, dalla cabina della linea elettrica posta in via Vistarini, si è sprigionata una fiammata che ha provocato un black out di mezza giornata per parte della zona e ha paralizzato le attività lavorative di alcuni artigiani del quartiere. Per un soffio si è evitata una tragedia; un passante per poco non ne veniva investito e ustionato. L’intervento tempestivo dei pompieri e degli addetti dell’Enel ha evitato il peggio. A questo proposito, gli abitanti avrebbero alcune domande da porre:- a chi appartiene la cabina?- è stata fatta manutenzione ordinaria?- è dotata di mezzi antincendio?- di chi la responsabilità?Dagli intervenuti si sono ottenute risposte che abbisognano conferma:- chi può tranquillizzarci?- quale Ente o chi per esso può darci risposte rassicuranti?- siamo rassegnati?Forse no, anche se nessuno vorrà prendersi la briga di rispondere a tutte queste domande come nella mia precedente lettera al Suo giornale. Vorremmo essere tenaci. A questo proposito, mi permetto ricordare a chi di dovere la petizione accompagnata dalle firme degli abitanti della zona che fu consegnata anni fa al signor Sindaco nella quale si chiedeva: la revisione della fognatura in via Vistarini per i problemi già manifestati; la segnaletica stradale divenuta ormai invisibile; il rifacimento dell’acciottolato nella piazzetta della Maddalena. Nessuna, nemmeno la meno costosa di tutte queste esigenze manifestate è stata soddisfatta, oserei dire di più; nemmeno è stato dato un riscontro formale agli abitanti come se fossimo gente immeritevole di considerazione. Tutto ciò è semplicemente inqualificabile.Vorrei consigliare ai Signori Amministratori, ai politici ed ai politicanti: di ascoltare i cittadini e le loro esigenze; di dare delle risposte ai quesiti che si pongono anche se possono costare.Solo in questo modo si darebbe a Lodi una visione nuova che scoraggerebbe chiunque a commettere atti delinquenziali e concorrerebbe ad abbassare quel permissivismo che sconfina nella mala educazione.Ricordo ancora a coloro che abbiamo eletto a palazzo Broletto, a qualsiasi direzione politica appartengano, che se non sono in grado di rappresentarci stiano pure a casa loro e, per favore, non abbiano la faccia tosta di presentarsi alle prossime elezioni, almeno per pudore, soprattutto se abitano in zona.A questo proposito mi permetto invitare gli elettori lodigiani a considerare bene le persone a cui concedono la loro fiducia, fosse anche a dispetto di un partito politico.Attendo, anzi attendiamo risposta da chi di dovere, sempre se siamo degni di essere considerati come cittadini. Signor Direttore, nel ringraziarla per l’ospitalità, mi permetto di salutarLa e augurarLe buon lavoro. Grazie ancora.

A pochi giorni dall’omicidio di Giovanni Sali una lettera ripropone con forza la questione del degrado del quartiere Maddalena a Lodi e del lassismo delle autorità

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