La Tem ci obbliga a nuovo consumo del suolo. Però...

Egregio Direttore, approfitto ancora dello spazio che vorrà concedermi per rispondere a una lettera pubblicata sul Suo quotidiano in data 19 giugno 2012, che sin dal titolo – “Il consenso citato dalla Capezzera è del tutto inesistente” – mi chiama in causa parlando di tangenziale est esterna di Milano. Purtroppo, dalla lettera non si capisce in quale comune risieda la signora in questione, ma posso assicurarLe che su questo tema – e ci sono fior di verbali a confermarlo, dai collegi di vigilanza alle segreterie territoriali, dai tavoli tecnici ai confronti fra gli Enti – da parte dell’Amministrazione provinciale c’è sempre stata grande attenzione all’informazione, al confronto e alla concertazione. Se poi all’interno del Comune di appartenenza della Sua cortese lettrice – che, ripeto, non riesco a immaginare quale sia – tale confronto non sia stato adeguatamente partecipato e l’informazione non sia stata trasmessa in maniera capillare, capisce che la responsabilità non può essere addebitata alla Provincia.

Il consenso intorno all’opera cui facevo riferimento in occasione della cerimonia di apertura dei cantieri della Teem, al di là delle legittime manifestazioni di dissenso e dei distinguo, è quello che, mi creda, a livello istituzionale è sempre ampiamente emerso per un’infrastruttura che certamente – come tutte, del resto, - avrà un importante impatto sul territorio ma che è strategica non solo per una parte della Regione Lombardia ma per l’intero sistema della mobilità del Nord Italia e del Sud dell’Europa. Anche all’interno del territorio sono stati valutati con attenzione e senso di responsabilità i pro e i contro di una tale realizzazione che peraltro graverà sulle spalle di operatori privati; se n’è a lungo parlato ai tavoli tecnici e politici e anche all’interno della Provincia di Lodi tutti i Dipartimenti competenti in materia hanno gestito la partita in modo tale da arrivare a soluzioni che raccogliessero il più ampio consenso possibile.

Questo non vuole assolutamente dire che si debba gioire perché l’attuale sistema dei trasporti – di cui comunque tutti noi beneficiamo – ci obbliga a un nuovo consumo del territorio, ma come sempre quando questa Amministrazione si è approcciata alla realizzazione di un’infrastruttura si sono tenuti in debito conto vantaggi e svantaggi di una scelta che alla fine la politica è chiamata ad assumere al di là delle posizioni dei singoli. E la Tem, vorrei ricordarlo, è un’infrastruttura voluta e sostenuta da tutta la politica - di sinistra e di destra -. Ciò che forse mi contraddistingue è la coerenza rispetto alla scelta compiuta e al lavoro fatto, al di là della demagogia che spesso chi non ha a cuore la politica costruttiva e il bene dei cittadini distribuisce a piene mani a seconda del momento e delle opportunità. Cordiali saluti.

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