Inutilmente punitivi nei confronti dei magistrati

La legge sulla responsabilità civile dal Parlamento (pur emendata di ancor più macroscopiche violazioni) ha come obiettivo dichiarato quello di responsabilizzare i magistrati al proprio operato e di adeguarsi alle indicazioni della comunità europea. Due sono i principali elemento di novità rispetto la disciplina attuale: 1. eliminazione del filtro di ammissibilità dell’azione (in pratica attualmente la Corte D’Appello valuta la sussistenza dei presupposti formali per il prosieguo della domanda e la sua non manifesta infondatezza giuridica) 2. introduzione del concetto di ‘travisamento del fatto e della prova’ Ora, dal primo punto di vista si rileva come il filtro di ammissibilità del ricorso non comprimesse affatto il diritto di azione, ma impediva unicamente l’avvio di cause infondate per difetto dei presupposti. Non solo eliminando tale preventiva valutazione di ammissibilità il giudice che sta trattando una causa civile o un procedimento penale e nei cui confronti venga proposta un’ azione di risarcimento rischia di divenire da subito, seppur indirettamente, parte interessata all’esito di tale controversia. Ciò potrebbe diventare motivo di richieste di astensione o ricusazione. In sostanza l’esercizio dell’azione risarcitoria, anche palesemente infondata, potrebbe diventare, più agevolmente rispetto ora, motivo per condizionare l’esito della causa liberandosi di un giudice ritenuto scomodo o non gradito. Quanto al secondo profilo il concetto di “travisamento del fatto e della prova”, viene ad introdurre parametri di valutazione generici e tali da consentire l’avvio di una sorta di infiniti ‘processi sul processo” che la parte soccombente, soprattutto se quella economicamente più forte, potrebbe utilizzare strumentalmente per colpire il giudice che gli dà torto. Del resto non era questo che chiedeva l’Unione Europea. I magistrati del Tribunale e della Procura della Repubblica di Lodi, nel rivendicare i risultati raggiunti con molto sacrificio e nella difficile situazione degli uffici giudiziari lodigiani carenti di risorse, strutture e personale, sentono il dovere di segnalare con forza che questi meccanismi non producono efficienza, sono inutilmente punitivi nei confronti dei magistrati e appesantiscono il sistema I magistrati di Lodi non hanno alcun timore ad assumersi come fatto sino ad ora, le proprie responsabilità ma rivendicano il diritto/dovere di esercitare, nell’interesse dei cittadini la giurisdizione liberi da condizionamenti che, lungi dal migliorare il servizio reso, rischiano invece di compromettere la tutela stessa del diritto azionato in giudizio.

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