Il Cittadino deve darci una mano per fermare l’ennesimo scempio

Buongiorno direttore, Le chiedo aiuto per questa vergognosa vicenda del disboscamento del colatore Muzza tra i comuni di Bertonico e Castiglione d’Adda. Il colatore è da tutti ricordato come una delle poche bellezze naturali rimaste del nostro territorio. Infatti il corso delle acque si caratterizzava per le sue sponde fitte di acacie ricoperte di edera rampicante. Non mancavano altre specie come querce, roveri, pioppi e platani. La ciclabile ultimata pochi mesi fa si snodava in mezzo all’ombra di tali piante, rendendola unica nel suo genere. C’è da aggiungere un’altro pezzo alla triste storia. Il colatore confluisce nell’Adda dopo aver percorso circa 5 chilometri nelle campagne tra Bertonico e Castiglione, anzi è il confine naturale tra i due comuni. Questo tratto è nel bel mezzo del Parco Adda Sud e si caratterizza per la sua purezza naturale. Infatti le sue sponde sono ricche di vegetazione spontanea, che rappresentano un polmone verde di notevole importanza e bellezza. Beh tutto questo sta morendo sotto i colpi delle ruspe che in questi giorni stanno distruggendo indisturbate questo paradiso naturale che pochi conoscono. Dico pochi perché non ci sono strade che portano al colatore. Solo chi vive la natura può conoscere tali bellezze.È necessario un intervento del suo Quotidiano, io mi sto impegnando sia a livello associativo sia a livello personale. Sto per organizzare anche un’assemblea pubblica con l’aiuto di un politico della zona molto sensibile a queste cose.Perché il Parco ha dato il via libera, perché il Wwf non fa nulla, perché i comuni appaltano tali lavori inutili e deleteri e poi non hanno i soldi per sistemare quattro buche delle nostre strade? Queste sono le domande a cui non riesco a darmi risposte.Ma la più importante domanda è perchè abbiamo distrutto la nostra terra e continuiamo a farlo? Che senso ha? Negli anni 70-80 il Lodigiano era terra buona e bella. Adda balneabile, boschi, sorgive, marcite, cascine fantastiche... perché abbiamo distrutto tutto?

© RIPRODUZIONE RISERVATA