Hai ucciso il mio gatto ma non puoi fare finta di niente

Lettera ad un cacciatore. Giovedì 3 novembre verso le 16, nella bassa di Fombio, sei entrato nel mio terreno e, a circa 50 metri dalla mia casa, hai sparato ad un gatto bianco uccidendolo (pensavi forse che un ermellino potesse trovarsi lì?) Il gatto si chiamava Matisse ed era mio. Se hai mai portato amore ad una qualsiasi creatura che non sia umana, puoi capire che mi hai causato un dolore e anche se ora magari ti spiace un po’, neanche nel corso della tua vita intera potresti rimediare, perché per ammazzarlo ci hai messo un secondo, ma di riportarlo in vita non ne sarai mai capace. Se invece sei uno di quei fortunati che considerano gli animali dei semplici oggetti (e non soffrono quindi per loro) converrai comunque che mi hai rubato una cosa mia, che si trovava nella mia casa e mi devi perciò un risarcimento.Insieme al gatto bianco, o poco lontano, si trovava anche un gatto più piccolo quasi del tutto nero che sto cercando da due giorni senza trovarlo né vivo né morto.Ecco cosa ti chiedo: fammi sapere in qualche modo se l’hai visto, e cosa ne è stato. Se hai ammazzato o ferito anche lui o l’hai visto scappare e in quale direzione perché io possa sperare ancora o mettermi l’animo in pace. Puoi mettermi un biglietto nella cassetta postale o scrivermi una e-mail o trovare un altro modo anonimo di farmi sapere, ma una cosa non puoi fare se sei un uomo, fare finta di niente.

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