È bastata una controversia per spegnere il teatro

Per mezzo di un comunicato stampa inviato alla mailing list degli utenti registrati alla newsletter del Teatro Comunale di Casalpusterlengo dall’indirizzo “[email protected]”, abbiamo appreso con molto dispiacere che la stagione teatrale e cinematografica, nonché tutte le attività ad essa connesse, quest’anno non riprenderanno come programmato.A quanto si apprende, le ragioni dichiarate dal Litta sarebbero: il mancato adeguamento dell’agibilità del Teatro Comunale alle norme di sicurezza vigenti e l’insostenibilità economica di una parte dei servizi offerti (programma cinematografico nello specifico) da parte della Ditta Aggiudicataria. Con la presente non è nostra intenzione entrare nel merito della controversia in corso, i cui dettagli rimangono a noi sconosciuti, e nemmeno è nostro interesse prendere parte alcuna. Vogliamo invece scrivere questa lettera aperta per dare modo all’Amministrazione Comunale di fare chiarezza e fornire le spiegazioni dovute a tutti i cittadini che si vedono ora privati della riapertura stagionale del teatro.Tra le domande che abbiamo a cuore, vi chiediamo come è stato possibile arrivare addirittura al drastico punto di interrompere all’ultimo momento un servizio culturale che negli anni ha acquisito una decisiva rilevanza per la comunità e può considerarsi reale motivo di vanto per il Comune stesso; ma soprattutto chiediamo se c’è la pronta intenzione di reagire alla situazione contingente e con quali tempistiche potremo di nuovo fruire del Nostro Teatro. Possiamo capire le difficoltà, i costi e le “lungaggini” che comporta l’intervento di adeguamento di uno spazio pubblico e il relativo iter di pratiche, protocolli, autorizzazioni… Nemmeno ignoriamo gli sforzi che in questo momento un Comune come quello di Casalpusterlengo debba fare per far quadrare i conti.Quello che amareggia è vedere come i Servizi connessi all’attività culturale spesso non vengano trattati con la priorità che meritano e possano anzi passare in secondo piano rispetto alle esigenze di bilancio, come se il risparmio economico di un Comune possa passare anche dalla privazione dei Servizi fondamentali rivolti al cittadino, tra cui il Nostro Teatro rientra oramai a pieno titolo.Stupisce quindi che, nonostante i margini temporali (ed economici?) lo consentissero, gli amministratori non abbiano potuto trovare una soluzione “ad tempus” affinché la città e il territorio limitrofo non venissero spogliati della componente più rilevante della loro vita culturale e sociale.Conosciamo bene gli sforzi, anche economici, che la comunità tutta e le diverse amministrazioni avvicendatesi negli anni hanno dovuto superare per riappropiarCi di un’ottima struttura teatrale nuovamente attiva. In molti abbiamo quindi veramente apprezzato e tratto beneficio concreto dalla possibilità di fruire di spettacoli di alto livello presso il Nostro Teatro e credevamo fossero definitivamente chiusi i tempi in cui la struttura era solo una rovina storica in Piazza del Popolo, a cui guardare con nostalgia. Fa quindi ancor più rabbia vedere che una controversia sia bastata per fermare le attività e spegnere il Teatro. A questo proposito ricordiamo anche lo spettacolo “sibillino” che alla fine della stagione teatrale scorsa hanno messo in scena i ragazzi del corso di recitazione istituito presso il teatro stesso.In breve, la storia inventata e scritta dai corsisti ci ha voluto ricordare come la perdita dell’occasione di fare teatro (in passato fu un incendio) sia la perdita di un importante punto di riferimento per la comunità e costituisca un vuoto nella sua storia.All’amministrazione comunale tutta chiediamo quindi le ragioni per cui si è arrivati a tanto e le soluzioni previste nel breve termine per la ripresa della stagione teatrale 2013/14, certi di ricevere una pronta e positiva risposta che fiduciosamente crediamo sia già in vostro possesso.In fede

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