Credevo che la sede della Popolare fosse un luogo sicuro

Ho trascorso con mio figlio il pomeriggio dell’Epifania all’Auditorium della Popolare per sentire il coro dei Mitici Angioletti: plauso all’iniziativa del Comune. Dopo aver assistito al ringraziamento ai vigili urbani e alla passerella compiaciuta di alcuni assessori dopo lo spettacolo sono uscita per tornare a casa.Triste soprresa: davanti all’Ufficio Siae (vicino all’ingresso dell’auditorium non in stazione, dove a luglio ho subito un altro furto) catena della bici (vi assicuro, molto grossa) segata, bici del figlio e seggiolino divelto abbandonati a terra, la mia bicicletta (un anno di vita) sparita. E pensare che ho detto a mio figlio: non usiamo l’auto, inquina e non c’è parcheggio, e poi davanti alla Popolare ci sarà movimento (c’era pure dietro alla rastrelliera la jeep dei pompieri). Agli assessori dico: cosa devo fare ora? Girare in auto perché non posso continuare a mantenere i “ladri di biciclette”? Io cerco di non inquinare usando la bicicletta e vorrei insegnare lo stesso ai miei figli. In 46 anni è la seconda bici nuova che mi permetto e ora da me i negozi di bici nuove non avranno più un centesimo. Le precedenti quattro bici erano tutte vecchie, ma rubate lo stesso (in 2 anni). Se il comune usasse i nostri soldi per mandare per strada qualche vigile in più non sarebbe meglio ? Soprattutto in un’occasione speciale come quella organizzata speravo che il luogo fosse un posto più sicuro, mi sbagliavo. Nei giorni festivi l’interno della Banca Popolare è una cattedrale nel deserto.


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