Comportamento poco rispettoso della tradizione democratica

Il giorno 3 agosto il sindaco Checchi comunica ai consiglieri di opposizione la decisione della sua amministrazione, senza alcun accordo previo, di definire lui gli spazi disponibili per le comunicazioni dei consiglieri sul giornale che viene pubblicato mensilmente dal Comune di San Donato.

Checchi chiarisce che è una decisione in attesa di una riunione dei capigruppo durante la quale si firmerà un protocollo di intesa. La decisione presa è quella di ridurre da 3000 (era l’accordo in vigore la scorsa consiliatura) a 1700 battute lo spazio disponibile per ciascun gruppo di opposizione e di aumentare quelli disponibili per la sua maggioranza. Nello stesso comunicato fissa la data di consegna degli articoli per il giorno 10 di agosto.

Questo comportamento è poco rispettoso sia della tradizione democratica antecedente, sia delle prerogative del consiglio stesso.

Il Sindaco avrebbe dovuto e potuto chiedere al Presidente del Consiglio Comunale di convocare la conferenza dei capigruppo con sufficiente anticipo per arrivare ad un accordo rispettoso della libertà di espressione, ma non è avvenuto.

Se poi il Sindaco o il suo partito vogliono cambiare le regole precedenti perché lesive della loro maggioranza e non hanno avuto il tempo di farlo allora lo dicano esplicitamente e lo impongano a suon di voti in aula e non con comunicati inviati all’ultimo momento.

Il comunicato del Sindaco indica che tali regole dovrebbero essere contenute in un protocollo da firmare in sede di conferenza di capigruppo. Sarebbero pertanto una prerogativa del Consiglio. Il sindaco non ha avuto qualche remora o non ha avuto il sentore di fare qualcosa di non limpido prendendosi diritti non suoi?

In uno stato di diritto come è l’Italia. dovremo aspettarci che di fronte ad un tale comportamento si levassero immediatamente molte voci, non solo quelle delle minoranze, specialmente quelle di persone che dicono di essere in un partito che ha il nome di democratico. Ma forse è pretendere troppo. Una voce però è attesa e non può e non deve esimersi, sarebbe un silenzio assordante, la voce del Presidente del Consiglio Comunale. Il suo silenzio in questa occasione, Presidente Sargenti, è (o speriamo sarebbe) una chiara indicazione che lei non esercita le funzioni di Presidente di un organo dello Stato, ma è presidente in rappresentanza di un partito e questo comportamento sarebbe più consono ad un regime che ad una Repubblica Democratica. Aspettiamo pertanto fiduciosi di sentire le sue ufficiali parole su questo argomento e, anzi, ci auguriamo che lei le abbia già manifestate pubblicamente e che sia solo una nostra distrazione non averle sentite.

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