Canile, sono contento che Lodi sia tornata sui suoi passi

Gentile Direttore, lunedì 4 luglio alle ore 18 presso il Comune di San Martino c’è stato un incontro con A.Di.Ca. promosso dalle amministrazioni comunali di San Martino e Lodi Vecchio ed avente a tema il progetto del canile del Comune di Lodi.All’incontro erano state invitate tutte le amministrazioni comunali del Lodigiano, ma non la Provincia seppur quest’ultima abbia istituito da sei mesi un apposito Ufficio Diritti Animali ed individuato nella mia figura un ruolo di coordinamento e riferimento territoriale preciso circa le politiche di tutela e diritti degli animali. Non si chiedeva certamente di essere protagonisti del momento, ma quantomeno di esserne portati direttamente a conoscenza dai promotori per una questione squisitamente di igiene dei rapporti istituzionali. Nonostante il mancato invito e pur essendo venuto a conoscenza dell’incontro per vie traverse, mi sono presentato e ho ascoltato i lavori degli amministratori comunali presenti. Meno di dieci comuni tra presenti e assenti giustificati. Grande assente il Comune di Lodi che sarebbe ovviamente il capofila e azionista di maggioranza del progetto, soprattutto alla luce della grande rilevanza che ha dato al progetto del canile sotto campagna elettorale portandola ad essere un punto programmatico fondamentale. In generale un peccato questo alto grado di assenteismo perché sono temi quelli del randagismo e del contrasto di tale fenomeno che meritano sempre un confronto tra enti e tutta l’attenzione al pari di altri problemi sociali. L’oggetto della discussione entro l’esposizione dello stato di fatto circa la realizzazione del canile di Lodi è stata la delibera del bando di Regione Lombardia per la realizzazione in cofinanziamento di nuovi canili rifugio in convenzione. L’obiettivo dell’incontro era di ottenere il sostegno formale di altri Comuni del lodigiano alla realizzazione del canile di Lodi in quanto il sistema di valutazione dei progetti del bando di regionale attribuisce un punteggio maggiorato a quei progetti presentati da associazioni di comuni. Ne consegue che si andrebbe a configurare per il Lodigiano una struttura intercomunale di respiro provinciale territorialmente parlando. Quando lo scorso gennaio in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Ufficio e del Garante diritti animali della Provincia durante la mia esposizione parlai della necessità per il nostro territorio di un canile d’ambito provinciale cioè intercomunale in quanto di competenza dei comuni, mi fu risposto a mezzo stampa che non si ravvisava la necessità di una struttura di quel tipo. Quando nella medesima occasione dissi che o si veniva a configurare concretamente il predetto scenario entro il 2011 o entro lo stesso anno ci saremmo mossi in autonomia poiché trovavo scandaloso che il Comune capoluogo mancasse di un proprio canile rifugio proclamato invano per anni e soprattutto che il Lodigiano mancasse del canile sanitario attualmente dislocato sulla provincia di Milano, venni ulteriormente criticato.Sono quindi contento di vedere che l’Amministrazione comunale di Lodi è tornata sui propri passi riconoscendo la validità della soluzione espressa dall’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Lodi. Se l’avesse fatto sei mesi fa quando era comunque evidente che si trattava di un progetto troppo grande ed oneroso per essere affrontato in solitudine, forse adesso avremmo già in tasca un altro pezzo del puzzle utile a portare avanti un’opera finora fondata su passi istituzionali ed amministrativi mossi in maniera un po’ troppo sperimentale.A.Di.Ca. per il suo prezioso operato e i risultati crescenti ottenuti negli anni, non merita di essere messa sempre sotto attacco né in ulteriore difficoltà.Mi auguro quindi che per l’interesse del territorio, ma ancor di più dei nostri amici animali vittime dei gesti di alcuni pessimi cittadini, d’ora in poi ci si muoverà tutti sinergicamente con un solo obiettivo comune: posizionarsi nel bando regionale per concretizzare definitivamente la realizzazione del canile convenzionato A.Di.Ca. e del canile sanitario, ma senza forzature sui cittadini e sulla voce del territorio. Una struttura canile non accettata e non capita dalla cittadinanza rischia di perdere di significato e di attenzione alle importanti attività di sensibilizzazione ad essa legate. In tutto questo l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Lodi ha le idee molto chiare da sempre e alla luce delle attuali condizioni direi che è stata lungimirante sui tempi e le modalità individuati da Regione Lombardia.Esprimo quindi un forte appello alle Amministrazioni Comunali attualmente convenzionate con A.Di.Ca. affinché prendano attivamente parte alla realizzazione della nuova struttura che sia prioritariamente intercomunale e la cui concretizzazione è assolutamente nell’interesse dei Comuni stessi e dei loro residenti.

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