Azionariato e clienti lodigiani in stato di semiabbandono

Quando cresciamo? L’emozionante analisi fatta qualche giorno fa da un lettore, che raffrontava il valore dell’azione che dai 24 euro (tempi in cui la banca era una sorta di macchina da guerra) agli attuali valori a cavallo di 1,00 euro (tempi in cui la stessa macchina da guerra non ha più munizioni) mi trovano parzialmente d’accordo.La profonda crisi nella quale, anche, la nostra Banca Popolare suo malgrado s’è trovata ha origini risalenti a già 6/7 anni fa, quando ancora non era completamente esploso il caso dei mutui subprime negli Stati Uniti, anticamera e progene della crisi mondiale tuttora in atto. Certo è che in un sistema globalizzato, ora, quando si parla di comparto dei bancari il nostro istituto, ora “non più lodigiano”, non ne può rimanere escluso e pertanto subisce la volatilità e gli andamenti del mercato specifico, approfittando e subendo le vicissitudini più o meno significative legate anche alle altre banche nazionali e non.Quello che mi spiace, e qui condivido con il sopracitato lettore, è lo stato di semiabbandono perpetrato nei confronti dei clienti lodigiani, dell’azionariato lodigiano, sempre pronto, come in passato, a condividere progetti e tracciati nella crescita. Tutto ciò che non viene alimentato e soddisfatto in natura è destinato a morire, in ogni ambito e situazione.Ricordate, per assurdo, lo stesso Tamagotchi, giochino nipponico di qualche anno fa, che se non gli si dava da mangiare moriva e finiva in un deludente game over. Vogliamo forse immaginare questo per il nostro territorio? Certo che no!Mi domando anche perché non è stata pienamente intrapresa o comunque risulta sempre tardiva, una forte crescita da un punto di vista commerciale territoriale, mai dichiarata, mai enfatizzata, con imprenditori lodigiani o comunque locali (del resto anche noi abbiamo le nostre eccellenze) e si è preferito spendere tempo e risorse in accorpamenti bancari molto onerosi che hanno di fatto ingessato ancora, a parer mio, gli stimoli legati alla territorialità.I grandi sforzi che sono sistematicamente perpetrati dai vari dirigenti, funzionari, fino a come si sul dire “dall’ultimo degli impiegati” che man mano si trovano a gestire commercialmente e politicamente piazze e situazioni diverse e più o meno croniche , sono gli unici, silenti, impegni quotidianiche hanno fatto grande in passato la Nostra banca.


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