SAN GIULIANO Restauro terminato, rinasce il magnifico portone dell’abbazia di Viboldone danneggiato dai ladri

I lavori agevolati dal recupero di quasi tutti i pezzi da parte delle monache

Dopo il completo intervento di recupero, è tornato all’antico splendore lo storico portone in legno dell’abbazia di Viboldone, che è stato riposizionato all’ingresso del prestigioso edificio religioso nella frazione di San Giuliano. Nella giornata di ieri a darne notizia è stato il restauratore di Agrate Brianza Pietro Bosisio, che ne ha curato il recupero dopo quanto accaduto all’inizio di marzo: in piena notte i ladri hanno danneggiato l’imponente portone, le cui origini risalenti alla fine del XII secolo lo rendono tra i più antichi della Provincia di Milano. Per mettere piede nell’abbazia di Viboldone, i malviventi hanno in particolare scardinato la parte sinistra della porticina ricompresa nel portone, di cui hanno dunque sfregiato gli elementi decorativi. «Si spiega così il minuzioso intervento di restauro, che ha preso il via con il montaggio e il consolidamento delle diverse parti della porticina - ha chiarito Bosisio -. In questa fase i lavori sono stati agevolati dal recupero di quasi tutti i pezzi da parte delle suore di Viboldone, che si sono rivelate fondamentali per favorirne il totale restauro. La seconda e più delicata fase dei lavori ha visto invece il rinforzo della struttura della porticina, che è stata completata proprio in questi giorni, quando il portone è tornato a fare bella mostra di sé all’ingresso dell’abbazia di Viboldone». Tutto questo per la gioia delle centinaia di fedeli in arrivo dall’intero Sudmilano e non solo, che sono da sempre particolarmente legati all’edificio religioso tanto radicato su tutto il territorio. «Le varie operazioni sono state promosse in stretta collaborazione con i tecnici della Soprintendenza, che anche in questi giorni hanno sottolineato la rilevanza storica del portone, considerato tra i più importanti della Provincia di Milano - ha ribadito in conclusione il restauratore Bosisio -. Assume insomma ancora più rilevanza l’attività di recupero, che fa seguito al complessivo restauro avvenuto alla fine del 2021»

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