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Portati via telefonini, gioielli e portafogli: l’allarme dell’Aila
Terrore nel pomeriggio di venerdì 12 luglio in uno studio medico di San Giuliano, dove una dottoressa e la sua paziente sono state rapinate da due malviventi armati di pistola. I particolari sono emersi solo nella giornata di ieri, quando la vicenda è stata denunciata dal referente provinciale della Onlus Ets Aila Nicholas Vaccaro, associazione che si occupa della lotta agli abusi a livello nazionale.
«Il blitz è scattato nello studio medico della dottoressa Beatrice Tagliavini in via della Vittoria, dove alle 14.10 hanno fatto irruzione i due rapinatori di origine nordafricana a volto scoperto - sono state le sue parole affidate ad una nota -. Una volta all’interno dell’ambulatorio nella zona di competenza dell’Asst Melegnano Martesana, i malviventi hanno estratto una pistola, con la quale hanno minacciato la dottoressa Tagliavini e la paziente presente in quel momento nella sala d’attesa». Sempre in base alla nota diramata da Vaccaro nella giornata di ieri, «i rapinatori hanno poi rubato tre telefoni cellulari e i gioielli in oro indossati dalle vittime, ma anche le agende, i portafogli e i documenti personali delle due donne». Poi si sono dati alla fuga a piedi facendo perdere rapidamente le proprie tracce: non è escluso che avessero a disposizione una macchina nella zona della razzia, ma potrebbero pure essersi allontanati a piedi per le strade laterali al centro abitato di San Giuliano. «Dopo essersi riprese dallo shock iniziale, le vittime hanno denunciato quanto accaduto ai carabinieri di San Giuliano, che hanno quindi avviato le indagini per dare un volto agli autori della brutale rapina - continua ancora Vaccaro nel racconto -. Esprimendo ovviamente la massima solidarietà alla dottoressa Tagliavini e alla paziente vittima della rapina, restiamo a disposizione delle autorità per promuovere azioni che garantiscano la sicurezza negli studi medici. Episodi di violenza come questo non possono essere tollerati. Occorre intervenire con urgenza per assicurare un ambiente sicuro negli ambulatori, dove medici e pazienti devono poter svolgere il proprio lavoro e ricevere le cure necessarie senza il timore di aggressioni». Proprio per questo motivo l’associazione propone «l’installazione di telecamere di sorveglianza negli studi medici come deterrente contro i malintenzionati e strumento utile per le indagini in caso di reati. Oltre a scoraggiare i potenziali aggressori, le immagini registrate possono essere utili per identificare i colpevoli e assicurarli alla giustizia - ribadisce il referente provinciale Vaccaro in conclusione -. Invitiamo le istituzioni competenti ad adottare con urgenza misure concrete per garantire la sicurezza negli ambulatori medici».
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