SAN DONATO Ferdinando Longobardo si dimette, lascerà il comando della polizia locale

«Con la giunta c’è stata qualche difficoltà e io non sono uno “yes man”»

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Dal primo settembre Ferdinando Longobardo non sarà più il comandante della polizia locale di San Donato. Si è dimesso: dopo tre anni e mezzo alla guida degli agenti della caserma di via Martiri di Cefalonia e 40 anni in divisa, ha deciso di lasciare, pronto a confrontarsi con nuove sfide per il futuro. «Non sarò più il responsabile della polizia locale», annuncia lui stesso.

Che bilancio traccia di questi anni a San Donato?

«Un bilancio molto positivo. Sono arrivato in un momento in cui vi erano forti criticità, un ambiente teso, con contrapposizioni personali e molto demotivato. In questi tre anni sono riuscito a portare serenità ed innovazione. Tutti gli operatori lavorano su dispositivi elettronici, abbiamo a disposizione tecnologie all’avanguardia per la sicurezza degli operatori, per l’accertamento delle violazioni e per la gestione delle problematiche della cittadinanza. Sono aumentate notevolmente il numero di sanzioni, grazie anche all’impiego di dispositivi automatici delle violazioni che hanno portato a colpire quei comportamenti socialmente meno accettati, quali l’attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso o la mancanza dell’assicurazione obbligatoria, mentre non si è installato nessun dispositivo per l’accertamento automatico della velocità».

E oltre alle multe?

«Quando sono arrivato si lavorava dalle 7.40 alle 19.20, oggi il servizio ordinario va dalle 7.24 alle 00.34, sono aumentati il numero di interventi, il numero degli incidenti stradali rilevati, le attività di polizia giudiziaria. Ogni attività è tracciata e possiamo sempre render conto di ciò che è stato fatto e come è stato fatto. Ma soprattutto c’è stata una maggiore attenzione nei confronti delle esigenze della città».

Il richiestissimo terzo turno...

«Si è fatta molta polemica al riguardo. Attualmente, per tutta una serie di circostanze, l’organico non consente di svolgere pattugliamenti serali tutti i giorni infrasettimanali, ma con le assunzioni che si stanno perfezionando questa criticità verrà risolta. Lo scorso anno tutti invocavano una presenza della polizia locale nelle ore serali e notturne, ora è un servizio che questa amministrazione potenzialmente è in grado di dare a tutta la città».

Mi parli del rapporto con la parte politica: è stato difficile?

«Sono stato chiamato dalla vecchia giunta (guidata dall’ex sindaco Andrea Checchi, ndr), con la quale sono sempre riuscito ad avere momenti di convergenza. Con l’attuale giunta c’è stata qualche difficoltà in più, ma vi è anche da dire che non posso certo definirmi uno “yes man”».

Cosa le rimarrà di questa esperienza?

«La consapevolezza di avere cercato di migliorare il servizio nei confronti della città, la relazione tra le persone, sia con la cittadinanza che all’interno dell’amministrazione. Sicuramente ho fatto degli errori, ma ciò non mi ha impedito di lavorare con impegno e onestà, conoscere tanti cittadini, colleghi e anche tanti politici con i quali sono cresciuto, professionalmente e umanamente, e riguardo ai quali rimarrà sempre il “valore di una conoscenza”».

Quale sarà il suo futuro?

«Ritengo sempre nella polizia locale, dove ho iniziato a lavorare più di 40 anni fa. Ma non mi pongo limiti, se trovo qualcosa di stimolante sono pronto anche a smettere la divisa. Dipende dalla sfida che mi verrà prospettata».

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